Una storia di coraggio, sacrificio e profondo amore filiale torna al centro dell’attenzione istituzionale. È quella di Anna Capalbo, la giovane che sacrificò la propria vita per salvare quella del padre, un gesto che continua a vivere nella memoria collettiva della comunità di Scala Coeli.

A seguito di una richiesta di riconoscimento premiale inviata il 13 febbraio scorso da Nicola Abruzzese al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto un primo importante riscontro istituzionale. Il 9 marzo, infatti, la Segreteria della Presidenza della Repubblica lo ha contattato telefonicamente, comunicando che il Capo dello Stato aveva personalmente preso visione della vicenda, rimanendone particolarmente colpito.

Un segnale significativo di attenzione verso una storia che rappresenta un esempio altissimo di altruismo e valore civile. Tuttavia, nel corso del colloquio, è stato chiarito che la Presidenza della Repubblica non può procedere alla concessione di riconoscimenti premiali alla memoria, in quanto la normativa vigente non lo consente nell’ambito dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

Alla luce di tale limitazione, la Segreteria del Quirinale ha suggerito di sottoporre la richiesta al Ministero dell’Interno, competente per la valutazione di eventuali riconoscimenti destinati a premiare atti di eccezionale coraggio e virtù civica, anche nel caso in cui l’autore sia deceduto durante il compimento dell’azione.

A conferma dell’attenzione istituzionale, l’11 marzo è poi pervenuta una lettera ufficiale dalla Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica, nella quale si esprime gratitudine ad Abruzzese per aver riportato alla memoria del Capo dello Stato la figura della giovane Anna Capalbo. Nella missiva si sottolinea come il suo gesto, definito «di profondo amore filiale», continui a essere ricordato con orgoglio dall’intera comunità locale.

A seguito di tali indicazioni, il 20 marzo è stata formalmente inoltrata al Ministero dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi, una nuova richiesta di riconoscimento premiale. Nella comunicazione, trasmessa proprio su indicazione della Segreteria del Presidente Sergio Mattarella, viene ricostruita con precisione la vicenda della giovane: «Il 26 ottobre 1957, Anna Capalbo, appena sedicenne, compì un gesto di eroismo che ancora oggi vive nella memoria collettiva della nostra comunità. Nel tentativo di salvare il proprio padre, travolto dalle acque impetuose del torrente Procò in piena, ella non esitò a gettarsi nel fiume, affrontando con straordinaria determinazione la violenza della corrente. Nonostante i suoi generosi sforzi, fu purtroppo sopraffatta dai gorghi del torrente e perse la vita, sacrificandosi nel nobile intento di salvare quella di un altro essere umano».

Ora l’attenzione si sposta sul Viminale, dove si valuterà la possibilità di attribuire un’onorificenza dedicata agli atti di eroismo civile. L’auspicio è che il sacrificio di Anna Capalbo possa trovare il giusto riconoscimento istituzionale, rendendo onore a un gesto che continua a rappresentare un esempio luminoso di coraggio e amore.

In attesa di un riscontro, resta forte l’impegno a custodire e tramandare la memoria di una giovane donna il cui sacrificio non è stato dimenticato.