Dopo la morte di un 53enne schiacciato da un camion-gru e di un 46enne precipitato da un’abitazione, il sindacato chiede più ispettori e norme più rigide sulla sicurezza
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Due morti sul lavoro nel giro di poche ore in Calabria. La denuncia arriva dalla Fillea Cgil Calabria che parla apertamente di «ennesima strage annunciata» dopo gli èincidenti avvenuti a Francavilla Angitola e ad Anoia Superiore.
«Non possiamo più parlare di fatalità. È un vero e proprio operaicidio», afferma in una nota il segretario generale Simone Celebre, esprimendo «dolore, rabbia e profondo cordoglio» per la morte di un operaio di 53 anni, originario di Reggio Calabria, deceduto nel cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola, schiacciato da un camion-gru durante lavori di manutenzione dell’impianto, e per il 46enne morto ad Anoia dopo una caduta dal terzo piano di un’abitazione.
Secondo il sindacato, «a distanza di poche ore la Calabria conta due morti sul lavoro», un bilancio che riaccende il tema della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro. La Fillea Cgil punta il dito contro «appalti, subappalti, ritmi insostenibili e controlli insufficienti», denunciando un sistema nel quale «lavoratori e lavoratrici continuano a uscire di casa senza avere la certezza di farvi ritorno».
Nella nota si critica anche quello che viene definito «il solito copione» fatto di «cordoglio, dichiarazioni di circostanza, tavoli istituzionali e promesse» che però, sostiene il sindacato, non producono cambiamenti concreti. «Basta slogan, basta passerelle, basta tavoli inutili regionali che non producono alcun cambiamento reale», afferma la Fillea.
Il sindacato chiede quindi «una presa di coscienza collettiva e immediata», invocando più controlli nei cantieri, il rafforzamento degli organici ispettivi, una formazione continua sulla sicurezza e il superamento della logica del massimo ribasso negli appalti pubblici e privati.
«Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per le istituzioni, per le imprese che non investono in sicurezza e per un sistema che troppo spesso considera la prevenzione un fastidio burocratico invece che un dovere morale e civile», conclude Celebre, chiedendo che venga fatta piena luce sulle due tragedie e che siano accertate eventuali responsabilità.


