A Taurianova la 41enne ha perso il coniuge, che la assisteva nonostante la malattia. Riattivata la raccolta fondi per sostenere le cure a domicilio, soprattutto di notte. Comune e Regione chiamati a trovare soluzioni concrete
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Una storia di dignità, resistenza e amore. Costretta al letto dalla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), Sabina Radu sta vivendo una situazione difficilissima. Dopo la recente perdita del marito, Sergio Carrozza, che l’accudiva instancabilmente, desidera continuare a vivere nella sua casa, tra i suoi affetti e le sue cose, rifiutando con forza l’ipotesi di un trasferimento in una struttura assistenziale. La volontà della donna di Taurianova è chiara: la casa è il luogo della sua vita, ed è lì che vuole restare. Ma per rendere possibile questo desiderio, la buona volontà non basta. Serve un progetto di assistenza domiciliare solido, continuativo e strutturato, una rete di solidarietà che coinvolga istituzioni e cittadini.
Intanto, è stata riattivata la raccolta fondi che Sabina e suo marito avevano avviato due anni fa sulla piattaforma online GoFundMe. L'obiettivo è coprire i costi dell'assistenza domiciliare, in particolare quella notturna, che rappresenta un pilastro fondamentale per garantire la sicurezza e l’autonomia della 41enne. Attualmente, di mattina la donna riceve assistenza da un Oss messa a disposizione dal Comune, di pomeriggio beneficia del sostegno di una badante (con regolare contratto e pagata in autonomia), che sarebbe disponibile anche a coprire il turno notturno finché la situazione non si stabilizzerà.
In questi giorni è stata tantissima la vicinanza espressa dalla collettività in apprensione per le sorti di Sabina. Si resta in attesa di proposte, atti amministrativi concreti. Il Comune, che ha già dichiarato la propria disponibilità a fare tutto il possibile, dovrà sedersi al tavolo con la Regione per valutare le prossime azioni e, se ci saranno le condizioni, riconoscere a Sabina il diritto di ricevere le cure necessarie tra le mura domestiche.


