Gli appassionati di sci che questa mattina avevano programmato una giornata sulla neve in Sila si sono trovati di fronte a un’amara sorpresa: gli impianti di risalita di Camigliatello sono rimasti chiusi. A spiegare le ragioni di questa scelta è Fulvia Caligiuri, direttore generale dell’Arsac.

«Prima di parlare delle condizioni delle piste, mi preme chiarire perché l’impianto è fermo – ha spiegato Caligiuri – la legge prevede che qualsiasi impianto debba essere chiuso in presenza di vento superiore ai 70 km/h, e purtroppo oggi questa soglia è stata superata». Il vento forte, secondo la dg, ha reso impossibile aprire gli impianti. Non sarebbe cambiato nulla anche se le piste fossero state in buone condizioni: «Se fosse stato possibile aprire l’impianto, le piste da sci sarebbero comunque chiuse perché la sicurezza non è garantita. Noi mettiamo la sicurezza al primo posto per evitare eventi spiacevoli».

Riguardo alle prospettive per i prossimi giorni, Caligiuri ha sottolineato come l’Arsac sia pronta a intervenire non appena le condizioni meteo lo consentiranno: «Se le temperature si abbassano e il grado di umidità cala, potremo riattivare la produzione di neve artificiale. L’ideale - aggiunge Caligiuri - sarebbe una nuova nevicata naturale, che insieme alla neve artificiale potrebbe garantire la continuità delle piste».

Il direttore generale ha voluto anche chiarire che la chiusura degli impianti non è una scelta volontaria: «Per noi sarebbe auspicabile aprire le piste 24 ore su 24. Non è possibile, non perché Arsac non voglia, ma semplicemente perché non possiamo controllare il meteo».

Infine, Caligiuri ha evidenziato l’impegno costante dell’ente per promuovere il turismo sulla neve in Sila: «Siamo consapevoli che le piste di Camigliatello e Lorica sono un bene prezioso. Gli investimenti in nuovi impianti di innevamento e le progettualità in corso sono finalizzati a valorizzare l’Altopiano Silano e a garantire divertimento e sicurezza agli sciatori».