Dopo la frenesia di Kuala Lumpur e la storia di Malacca, il Brunei sorprende con la sua calma e armonia. Tra la capitale Bandar Seri Begawan, i sorrisi dei locali e l’architettura dorata della Sultan Omar Ali Saifuddien Mosque, il Paese si rivela un piccolo gioiello ancora lontano dal turismo di massa
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Dopo l’intensità di Kuala Lumpur e la quiete storica di Malacca, il viaggio ci conduce in un piccolo ma sorprendente Paese sconosciuto ai più: il Brunei, uno dei due soli sultanati al mondo rimasti.
Poche ore di volo separano la capitale, Bandar Seri Begawan, dalla megalopoli malese, e già all’atterraggio si percepisce che qui il tempo scorre diversamente.
In Brunei non ti senti un turista, ti senti quasi una celebrità in incognito. Dato che il Paese è ancora fuori dalle rotte del turismo di massa, la gente del posto non è affatto abituata a vedere visi stranieri, e questo genera una curiosità dolcissima. Camminare per strada a Bandar Seri Begawan significa ricevere continui "Hello!" e sorrisi. C’è un senso di comunità vibrante: le persone ti salutano non perché vogliono venderti qualcosa, ma per il puro piacere di darti il benvenuto.
Bandar Seri Begawan non è una metropoli verticale: è una città compatta, calma, immersa nel verde, con ampi viali alberati e fiumi che sembrano respirare. La prima impressione è di armonia e ordine, quasi surreale per chi arriva dal caos delle grandi città asiatiche. Ma la città nasconde anche meraviglie architettoniche e culturali: la Sultan Omar Ali Saifuddien Mosque, simbolo del Paese, domina la riva del fiume con le sue cupole dorate e il minareto slanciato, riflettendo l’orgoglio e la ricchezza di un piccolo Stato sultanale che vive all’ombra del petrolio.
Passeggiando lungo i canali, si scopre il cuore più originale della città: Kampong Ayer, il “villaggio sull’acqua”. Case su palafitte, collegamenti in legno e barche che sostituiscono le auto creano un ecosistema unico, dove vita quotidiana e turismo convivono senza frizioni. Guardare i bambini giocare sui pontili, le donne preparare i pasti e i mercati galleggianti immersi nella luce del tardo pomeriggio è un’esperienza quasi cinematografica: una città che sembra fluttuare tra acqua e cielo, calma e movimento.
Immancabile, poi, l'escursione in barca nella giungla. La giungla del Brunei è un polmone verde primordiale e intatto, dove la foresta pluviale arriva a lambire le città con una densità quasi irreale. Grazie alla limitata attività umana, ospita una biodiversità straordinaria, tra specie rare come le scimmie nasiche e una flora che esplode in ogni sfumatura di smeraldo. Esplorarla significa immergersi in un labirinto di fiumi tortuosi e canti di uccelli esotici, protetti da uno degli ecosistemi meglio conservati dell’intero Borneo.
I mercati locali offrono prodotti freschissimi: frutta tropicale, pesce appena pescato e snack tipici che raccontano la tradizione culinaria del Brunei. E se il caldo tropicale spinge a cercare un po’ d’ombra, le passeggiate lungo il fiume rivelano scorci inaspettati: ponti pittoreschi, statue simboliche e il riflesso dorato della moschea nelle acque calme.
Il terzo giorno, lasciando Bandar Seri Begawan alle spalle, ci prepariamo a salire su un ferry che ci porterà verso Labuan, piccola isola malese sul Borneo. Ma questa, come spesso accade nei viaggi, è un’altra storia: un nuovo capitolo che promette avventura, mare e scorci esotici che attendono solo di essere raccontati.
Il Brunei ci lascia con la sensazione di aver visitato un Paese gentile, ordinato e sorprendentemente ricco di fascino: un mondo tutto da scoprire, sospeso tra tradizione e modernità, acqua e luce.
Curiosità: il Brunei ospita la casa più grande del mondo, Istana Nurul Iman (la residenza privata del sultano). Un colosso da 1.788 stanze e 257 bagni, con tetti ricoperti d’oro zecchino. Al suo interno ospita scuderie climatizzate per pony e un garage per migliaia di auto di lusso, tra cui centinaia di Ferrari e Rolls-Royce. È un simbolo di opulenza estrema che apre le sue porte ai cittadini solo tre giorni l’anno per banchetti reali.



