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Vibo apre le porte ai giovani profughi ucraini: saranno ospitati e potranno studiare al Convitto alberghiero

Stilato un protocollo d’intesa tra Provincia di Vibo, Croce rossa e istituto alberghiero. Coinvolta anche la Caritas diocesana. Il presidente dell’ente intermedio Solano: «Vogliamo offrire loro prospettive future»

di Redazione
8 marzo 2022
11:38
Ucraini in fuga dalla guerra, foto ansa
Ucraini in fuga dalla guerra, foto ansa

La Provincia di Vibo, l’Alberghiero e la Croce rossa ospiteranno i profughi ucraini presso il Convitto alberghiero dandogli anche l’opportunità di studiare. Il progetto pilota si avvarrà della collaborazione della Caritas diocesana. I dettagli sono contenuti in una nota dell’amministrazione provinciale che riferisce le linee del protocollo d’intesa del progetto di accoglienza e inclusione umanitaria nei riguardi dei profughi ucraini, sottoscritto dalla Provincia di Vibo Valentia, guidata dal presidente Salvatore Solano, dall’Istituto Alberghiero, diretto dal preside Pasquale Barbuto, e dal Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana, presieduto da Caterina Muggeri. Un vero e proprio progetto pilota di solidarietà che si avvarrà anche della fattiva collaborazione della Caritas diocesana, diretta da don Fortunato Figliano.  

Il progetto umanitario

«L’invasione bellica in Ucraina da parte di Putin sta avendo risvolti drammatici nella popolazione, già, tra l’altro, storicamente segnata dal punto di vista economico e sociale. Nel nostro piccolo, pertanto - ha affermato il presidente Solano -, assieme all’Alberghiero di Vibo e al Comitato provinciale della Croce Rossa, abbiamo sentito di dare sostegno ad alcuni profughi ucraini in età scolare ospitandoli, nelle prossime settimane, nel nostro Convitto alberghiero. Un’accoglienza attraverso la quale intendiamo anche gettare le basi per fornirgli concrete prospettive future, grazie alla frequentazione di un percorso di studi importante e di qualità qual è quello offerto dal “Gagliardi” di Vibo Valentia». Un progetto umanitario - la cui stesura è stata curata sotto il profilo giuridico-amministrativo dal segretario generale, Domenico Libero Scuglia - che vede, dunque, parte attiva l’Istituto professionale di Stato ad indirizzo Enogastronomia, Ospitalità Alberghiera, Agricoltura e Servizi Commerciali di Vibo Valentia, diretto da Pasquale Barbuto.


«Il dialogo interculturale, l’inclusione sociale e la solidarietà sono da sempre capisaldi del percorso didattico-formativo del Gagliardi - ha evidenziato il preside Barbuto - ecco perché abbiamo ritenuto oltreché doveroso anche naturale, poiché in linea con i nostri principi educativi, aderire in maniera fattiva all’iniziativa prospettataci dal presidente Solano».

Iniziativa che è in piena sintonia anche con gli intenti fondanti della Croce Rossa, «un’organizzazione internazionale la nostra - ha sottolineato la presidente Caterina Muggeri - che assicura aiuto umanitario e protezione alle vittime delle guerre ed è responsabile delle attività di soccorso. Per cui, secondo lo spirito di solidarietà che ci contraddistingue, ci sentiamo parte attiva del progetto benefico a sostegno dei profughi ucraini tratteggiato nel protocollo d’intesa redatto assieme alla Provincia e all’Alberghiero; con i quali, tra l’altro, - ha chiosato Caterina Muggeri - vi è da tempo sul territorio provinciale una proficua collaborazione (intensificatasi in questi due anni di emergenza Covid) nata dall’intento comune di sostenere i più deboli e bisognosi».

Il ruolo della Caritas

L’iniziativa di inclusione umanitaria, «grazie alla sensibilità del vescovo, Attilio Nostro», - ha reso noto il presidente Solano, si avvarrà anche della collaborazione della Caritas.

«Caritas diocesana che è già operativa e in stretto contatto, attraverso l’organizzazione nazionale, con la Caritas in Ucraina», - ha fatto presente don Figliano. «Abbiamo già avviato una raccolta fondi e attraverso i nostri parroci stiamo, inoltre, avviando un monitoraggio per definire il numero dei potenziali alloggi e delle case a disposizione - ha aggiunto Figliano - il tutto al fine di organizzare, al meglio, l’accoglienza dei profughi ucraini».

L’inclusione dei ragazzi ucraini

Ad esporre al tavolo tecnico gli aspetti di carattere organizzativo, entrando, tra l’altro, anche nei dettagli logistici è stato, subito dopo, il responsabile del Convitto alberghiero, Clemente Tulino. Tavolo di lavoro al quale hanno preso parte anche i docenti, Raffaele Altamore, Raffaelle Cuppari, Vincenzo Pesce e Domenico Villì, stretti collaboratori del preside Barbuto.

A sottolineare, invece, «la necessità di interfacciarsi con tutte le istituzioni e le associazioni presenti sul territorio, attuando un protocollo con procedure standardizzate per favorire l’inclusione nella comunità dei ragazzi ucraini senza ghettizzarli» è stato, nel corso dell’iniziativa, il consigliere provinciale con delega all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle Politiche Comunitarie, Marco Miceli. Sulla stessa lunghezza d’onda di Miceli la collega in Consiglio provinciale con delega alle Pari opportunità, Cultura e Politiche giovanili, Mariateresa Centro. «Sarà bene creare un’interazione istituzionale con compiti e ruoli ben definiti», - ha asserito la Centro. Per poi evidenziare «l’importanza della scuola, al fine di integrare in maniera adeguata i ragazzi e farli sentire, quindi, parte attiva della nostra collettività».

Sulla bontà del progetto pilota messo in atto e sulla necessità, in questo momento, di fare rete e creare corresponsabilità si è soffermata, infine, Elisa Fatelli, che in Consiglio provinciale detiene le deleghe all’Edilizia Scolastica e alla Pubblica istruzione. «Attraverso questo progetto pilota abbiamo la possibilità fattiva di integrare questi ragazzi che arrivano dalla guerra, facendoli rimanere a lungo nel nostro territorio. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di una reale inclusione sociale, anche facendo leva sulla nostra cultura dell’accoglienza, sulle nostre tradizioni, i nostri usi e costumi. Li accoglieremo, dunque, avviandoli agli studi e a un percorso di crescita umana e culturale che gli permetta - ha chiosato Elisa Fatelli - di edificare, su solide basi, il loro futuro».  

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