Risposta degli avvocati alla polemica sullevata dai dem calabresi sulla raffigurazione del ministro della Giustizia che separa «con un taglio netto» magistratura requirente e giudicante: «Anziché discutere dei contenuti preferiscono sollevare polveroni ma noi non arretriamo»
Tutti gli articoli di Attualità
PHOTO
Una forma di «strumentalizzazione». Così il presidente della Camera penale di Cosenza Roberto Le Pera, il segretario Francesco Santelli e i componenti del Consiglio direttivo della stessa Camera penale Alessandra Adamo, Valentina Spizzirri, Francesco Chiaia, Giuseppe Manna, Fabrizio Loizzo, Angelo Nicotera e Guido Siciliano definiscono in una nota la polemica sollevata dal Pd regionale della Calabria per la vignetta sul referendum sottolineando che quest'ultima «non si ritira».
«Ieri - ripercorrono in una nota i rappresentanti della Camera penale di Cosenza - sulla nostra Rivista (in)Giustizia, abbiamo pubblicato l'inserto dal titolo 'Compagni di referendum', con cui è stato espresso il rammarico rispetto a quella 'Sinistra del No' che, per opportunismo politico o per sudditanza al potere di alcuni magistrati, ha scelto di sfruttare l'occasione referendaria sulla pelle della … giustizia. Un tema evidentemente scomodo per quella parte della sinistra che, ieri orgogliosamente promotrice della separazione del giudice dal pubblico ministero, oggi, improvvisamente rinnega la propria storia e identità».
«A questa nostra 'chiamata', il Pd regionale, purtroppo, non risponde - come auspicato - con un 'confronto sul piano delle idee, delle norme e delle garanzie costituzionali', ma sposta il tema - aggiungono - Infatti, strumentalizza la vignetta in calce all'inserto, con cui la forza dell'attuale riforma sottoposta a referendum è satiricamente raffigurata dal ministro della Giustizia che, con un taglio netto, separa la magistratura, giudicante dalla requirente. Stupisce che una caricatura sulla separazione delle carriere sia, invece, eccentricamente interpretata come 'l'eliminazione simbolica di una parte della magistratura' finanche tale da 'toccare il rapporto fra i poteri dello Stato'».
«Assurdo dover spiegare una vignetta satirica anziché discutere dei contenuti della riforma. Indignati da questa ennesima forma di strumentalizzazione - proseguono - Ancora una volta, quella 'Sinistra' ha perso l'occasione per riflettere sui propri errori, così guardando il dito mentre 'tentavamo di indicargli la luna'».
Il presidente della Camera penale di Cosenza Roberto Le Pera sottolinea poi: «La satira, per sua natura, utilizza immagini forti, provocatorie, talvolta anche disturbanti, per rendere immediatamente percepibile il significato di una questione pubblica».
«È una forma di libera manifestazione del pensiero che, in uno Stato democratico, merita particolare tutela - conclude - perché appartiene al cuore stesso del confronto pubblico, della critica politica e della libertà di espressione».


