Domenico Maduli è imprenditore, noto editore e presidente del Gruppo Pubbliemme-Diemmecom, fondatore di LaC Network, progetto editoriale e multimediale nato in Calabria e cresciuto negli anni con l’obiettivo di superare i confini regionali e confrontarsi con il mercato nazionale dell’informazione e della comunicazione. Il suo percorso professionale inizia nella pubblicità, con la costruzione di Pubbliemme come impresa di prima generazione, e prosegue nell’editoria, nella televisione e nell’informazione digitale, mantenendo come filo conduttore una convinzione: partire dal Mezzogiorno non significa necessariamente rimanere ai margini, ma può diventare il punto di origine di un’impresa capace di innovare e competere.
La svolta arriva nel 2013, quando Pubbliemme acquisisce Rete Kalabria, storica emittente televisiva calabrese. È una scelta compiuta mentre il modello tradizionale delle televisioni locali attraversa una fase di profonda trasformazione e che Maduli ricorderà negli anni successivi come una scommessa accolta inizialmente con molto scetticismo.
Proprio da quell’operazione comincia però la costruzione di qualcosa di più grande: Rete Kalabria cambia progressivamente identità, nasce LaC e attorno alla televisione prende forma un sistema nel quale informazione, web, radio, social e produzione audiovisiva diventano parti di uno stesso progetto.
LaC News24 diventa uno dei principali riferimenti informativi del network, mentre la nascita di Diemmecom e lo sviluppo di nuove iniziative accompagnano l’evoluzione da emittente regionale a gruppo multimediale.
Nel tempo l’orizzonte si allarga ulteriormente, fino ai progetti rivolti al pubblico nazionale e a LaC International, nata per costruire un collegamento con le comunità italiane all’estero e raccontare una Calabria capace di parlare anche oltre i propri confini.
Proprio la Calabria rimane al centro della visione editoriale di Domenico Maduli, ma senza indulgenza verso una rappresentazione esclusivamente celebrativa del territorio.
Nei suoi editoriali e negli interventi pubblici ha sostenuto più volte la necessità di raccontarne energie, talenti e capacità imprenditoriali senza nasconderne criminalità, inefficienze e contraddizioni, rivendicando per l’informazione il dovere di osservare la realtà e di esercitare una funzione di controllo sul potere.
Da questa impostazione nasce anche l’idea, più volte richiamata da Maduli, di «costruire ponti» tra persone, imprese, territori e comunità, trasformando l’appartenenza geografica in identità e non in limite.
Innovazione e trasformazione digitale rappresentano l’altro versante di questo percorso.
Il network ha progressivamente investito nella distribuzione multipiattaforma, nei nuovi linguaggi della comunicazione e nell’intelligenza artificiale applicata al giornalismo, entrando anche nei programmi di Google News Initiative.
Per Maduli la tecnologia non sostituisce però la funzione dell’informazione: negli interventi più recenti ha richiamato con crescente insistenza la responsabilità dei media, il peso delle parole, la qualità del confronto pubblico e la necessità di non alimentare artificialmente una società sempre più polarizzata.
Dalla pubblicità all’editoria, da Rete Kalabria a LaC Network, il percorso di Domenico Maduli racconta così una storia imprenditoriale costruita attraverso successive trasformazioni, ma rimasta legata a un’idea originaria: crescere senza rinnegare il luogo dal quale si è partiti e utilizzare comunicazione e informazione per collegare ciò che spesso rimane distante. Una visione che lo stesso Maduli ha sintetizzato in poche parole: «Le radici servono a sapere da dove veniamo, non a stabilire il confine dei nostri sogni».