Dopo le audizioni di Schenone, Tommasi e Zappi, la Procura di Milano prepara nuove convocazioni che potrebbero coinvolgere dirigenti e figure operative di club di Serie A
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Si allarga il quadro dell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale che vede tra gli indagati Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, accusato di presunte designazioni pilotate in favore di alcuni club. La Procura di Milano, con il supporto della Guardia di Finanza, continua ad approfondire il filone relativo a una possibile “combine” sulle nomine arbitrali di alcune gare disputate nel 2025, mentre emergono nuovi nomi e testimonianze raccolte dagli investigatori.
Nella giornata di oggi è stato ascoltato per circa tre ore Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter ed ex arbitro, sentito come persona informata sui fatti dal pm Maurizio Ascione. Al centro dell’audizione, secondo quanto trapela, ci sarebbe stato anche l’incontro avvenuto il 2 aprile scorso a San Siro, in occasione della semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, considerato dagli inquirenti uno dei passaggi chiave dell’indagine.
Schenone, che non risulta indagato, avrebbe chiarito i propri rapporti professionali e personali con Rocchi. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire eventuali responsabilità di altre figure coinvolte nel presunto sistema di gestione delle designazioni arbitrali. L’ipotesi accusatoria riguarda in particolare due gare del 2025 nelle quali sarebbe stato designato Daniele Doveri, arbitro ritenuto “poco gradito” all’Inter, con l’obiettivo – secondo la Procura – di impedirgli successive direzioni in partite considerate più delicate. Parallelamente, sotto la lente degli inquirenti ci sarebbe anche la scelta di Andrea Colombo per una trasferta ritenuta strategica.
Rocchi è formalmente indagato “in concorso con altre persone”, anche se al momento non risultano ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati. La Procura, tuttavia, starebbe lavorando su altri possibili protagonisti della vicenda e non esclude nuovi sviluppi nei prossimi giorni.
A partire da lunedì, infatti, sono previste nuove convocazioni davanti ai magistrati. Potrebbero essere ascoltati altri esponenti del mondo calcistico e anche dirigenti di club di Serie A, nel tentativo di chiarire eventuali pressioni esercitate sulle designazioni arbitrali.
Tra i temi affrontati dagli investigatori compare anche quello delle cosiddette “bussate” alla sala Var, ovvero presunti interventi e pressioni finalizzati a modificare oppure confermare decisioni arbitrali prese sul terreno di gioco. Su questo aspetto sono stati sentiti anche Dino Tommasi, recentemente nominato designatore arbitrale dopo l’autosospensione di Rocchi, e Antonio Zappi, ex presidente dell’Aia squalificato nei mesi scorsi per tredici mesi. Entrambe le audizioni, secondo quanto si apprende, sono durate circa due ore.


