Parte la tre giorni dedicata all’enogastronomia. Taglio del nastro con i ministri Giuli («basta con la narrazione infelice di questa terra») e Lollobrigida. Occhiuto e Gallo: «Dimostriamo al Paese cosa sappiamo fare». Fino a domenica aziende calabresi protagoniste
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L'antica piana di Sibari rappresenta il cuore storico dell'Enotria, la terra dove i Sibariti legano la propria fama mondiale al lusso estremo e alla ricchezza dei banchetti. La produzione di vino in queste aree è, fin dall'epoca della Magna Grecia, talmente monumentale che le cronache del tempo descrivono persino condutture in terracotta installate per trasportare il prodotto dalle vigne collinari direttamente alle banchine del porto. E quando la storia incontra l’eccellenza, il risultato non è mai banale.
Il Parco Archeologico di Sibari, con il Vinitaly, si è trasformato per la terza volta in un palcoscenico a cielo aperto dove il vino non è solo un prodotto, ma un elemento di identità.
Si consolida così un percorso culturale di portata nazionale nato dall’intuizione dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, con l’immediato via libera del presidente Roberto Occhiuto. Modellato a stretto contatto con il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il supporto tecnico di Fulvia Caligiuri alla guida dell'Arsac e la direzione del Parco affidata a Filippo Demma, il progetto si presenta come una realtà matura, capace di superare lo scetticismo iniziale per trasformare il binomio tra storia e agricoltura in una leva economica stabile contro l’isolamento del territorio.
A tagliare il nastro, una parata istituzionale che conferma il peso specifico dell'evento. Moderati dal giornalista Tommaso Labate, si sono alternati al microfono i vertici regionali e nazionali. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha centrato il punto: «La Calabria va liberata da una narrazione "infelice e troppo severa", lasciando che sia la sua biodiversità a parlare per lei». Un concetto in perfetta sintonia con il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato la capacità del sistema imprenditoriale calabrese di farsi trovare pronto alla sfida della qualità.
Il passaggio chiave della giornata porta la firma del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Con il piglio di chi sa che la macchina amministrativa sta correndo, ha tracciato un paragone audace: «Dimostriamo al Paese che in Calabria le cose le facciamo come in Veneto, a volte anche meglio». Un’affermazione che non è solo orgoglio campanilistico, ma la fotografia di una regione che sta cambiando passo, unendo i tesori del paesaggio a una gestione oculata e ambiziosa.
L’attenzione si è inevitabilmente spostata anche sul debutto assoluto del Vinitaly in the City in riva allo Stretto. Il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro ha certificato lo stato di assoluta prontezza della città metropolitana, parlando di un territorio maturo per l'ingresso definitivo nei circuiti dei grandi marchi globali dell'eccellenza italiana. L'amministrazione reggina si è mossa con largo anticipo per garantire alti standard organizzativi, tramutando la legittima emozione per una prima assoluta in una rigorosa pianificazione dei servizi turistici, commerciali e di accoglienza sul Lungomare Falcomatà.
Al di là del dibattito istituzionale, l’evento è entrato nel vivo con un fitto programma di masterclass tecniche e un percorso espositivo ricco di stand dedicati al food e al beverage. Protagoniste assolute sono state tantissime aziende calabresi, affiancate da chef d'eccellenza impegnati in show cooking dal vivo per valorizzare le produzioni locali.
L'appuntamento ha così unito l'approfondimento per gli addetti ai lavori alla grande partecipazione di pubblico, per poi concludersi in serata con il concerto di Fabio Rovazzi.
Quella appena trascorsa è stata solo la prima tappa di una maratona che andrà avanti per tre giorni consecutivi. Il fine settimana continuerà a mettere in mostra il meglio del comparto vitivinicolo ed enogastronomico, promettendo nuove sessioni di approfondimento, incontri commerciali e momenti di spettacolo in un territorio che ha trovato la sua chiave di riscatto.
Simona Palaia




