L’ipotesi del ballottaggio avrebbe provocato la dura reazione del leader leghista. Sullo sfondo le tensioni nel Carroccio, la rivolta dei governatori del Nord e l’appuntamento di Pontida
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Secondo la ricostruzione, Matteo Salvini avrebbe minacciato di ritirare l’appoggio al governo dopo l’ipotesi di introdurre il ballottaggio nella nuova legge elettorale. Sullo sfondo restano la rivolta dei governatori del Nord, la prova di Pontida e le difficoltà di Forza Italia. Se la riforma dovesse superare l’esame parlamentare, Palazzo Chigi potrebbe però affrontare con maggiore serenità gli ultimi mesi prima del voto.
Il clima nella maggioranza resta ad altissima tensione. Secondo un retroscena pubblicato da Dagospia, Matteo Salvini avrebbe telefonato personalmente a Giorgia Meloni durante le trattative sulla nuova legge elettorale, arrivando a minacciare il ritiro della fiducia all’esecutivo.
La telefonata sarebbe maturata dopo l’ipotesi, poi accantonata, di introdurre un sistema con ballottaggio, soluzione che Fratelli d’Italia aveva valutato anche per contenere il peso elettorale di Roberto Vannacci.
Sempre secondo questa ricostruzione, il leader della Lega avrebbe reagito duramente all’idea, arrivando a pronunciare la frase: «Tolgo la fiducia al governo». Si tratta di un retroscena che non ha ricevuto conferme ufficiali, ma che fotografa il livello di tensione raggiunto all’interno della coalizione.
La pressione su Salvini arriva soprattutto dal Nord. Pontida diventa così un passaggio particolarmente delicato per la Lega, mentre all’interno del centrodestra continuano a pesare gli equilibri tra i partiti e il confronto sulla formula con cui presentarsi alle prossime elezioni.
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