Il tecnico che ha contribuito a far sequestrare gli apparecchi fuori legge anche a Cosenza era scomparso dal 3 gennaio scorso. Ai militari ha detto di essersi allontanato volontariamente ma le indagini proseguono
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È stato ritrovato in buone condizioni Antonio Menegon, l’ingegnere vicentino di 78 anni scomparso improvvisamente da oltre tre settimane e noto per il suo impegno nella lotta contro gli autovelox non omologati. Il suo lavoro era tornato utile anche nell’inchiesta della Procura di Cosenza che mesi fa ha portato a sequestri e sanzioni. La svolta nella vicenda si è avuta nella serata di lunedì 26 gennaio, quando lo stesso Menegon ha contattato telefonicamente i Carabinieri dalla frazione di Ancignano, nel comune di Sandrigo (Vicenza), riferendo di essere in un bar e di stare bene dopo un allontanamento volontario.
La sua improvvisa sparizione, avvenuta tra il 2 e il 3 gennaio, aveva destato grande preoccupazione tra familiari, amici, colleghi e forze dell’ordine. Da quel giorno nessuno era più riuscito a rintracciare l’ingegnere né a casa a Tezze sul Brenta né nel suo studio di Rosà, dove era stato trovato il suo computer ancora acceso, insieme a chiavi, giacca e cellulare, mentre la sua auto e furgone erano regolarmente parcheggiati.
Il caso aveva assunto contorni particolarmente inquietanti: Menegon era una figura nota a livello nazionale per le sue perizie tecniche che avevano contribuito a far sequestrare numerosi dispositivi per la rilevazione della velocità ritenuti irregolari, e aveva collaborato con associazioni come Altvelox nel presentare esposti e analisi tecniche alle procure italiane.
Nei primi giorni di ricerca erano emerse immagini di telecamere di videosorveglianza che lo avrebbero ripreso mentre saliva su un furgone insieme a un’altra persona, alimentando ipotesi di coinvolgimento di terzi o di un possibile rapimento. Le autorità, però, non avevano escluso alcuna pista investigativa, compresa quella di un allontanamento volontario o di un malore improvviso.
La scomparsa aveva inoltre richiamato l’attenzione mediatica in ragione di alcuni episodi inquietanti legati alla sua attività: nel 2025 la sua auto era stata incendiata all’esterno della sua sede di lavoro, e Menegon stesso aveva denunciato di aver subito nel tempo minacce e danneggiamenti, anche in relazione alla sua battaglia tecnica e civile contro strumenti di controllo stradale giudicati illegittimi.
Al momento del ritrovamento, Menegon ha confermato ai carabinieri di essersi allontanato volontariamente, negando che terze persone lo avessero costretto. Le forze dell’ordine hanno comunque ascoltato la sua versione dei fatti e hanno annunciato che le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per verificare le dichiarazioni rese e ricostruire con precisione la dinamica e i motivi dell’assenza prolungata.
La conclusione positiva di questa vicenda ha portato sollievo ai suoi cari e alla comunità locale, ma restano aperte domande sul perché di un allontanamento così prolungato e sul ruolo che la sua intensa attività professionale e civica possa aver avuto nella vicenda.



