Il nuovo dirigente traccia le linee guida chiedendo la collaborazione degli Enti e dei cittadini: «Segnalate, denunciate, siamo al vostro fianco. Un parco non illuminato porta degrado». Poi risponde sugli sgomberi e l’alcol ai minori
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Si è insediato oggi il nuovo Questore di Cosenza, il dott. Antonio Borelli. Già Ispettore generale nell'ufficio centrale ispettivo del Ministero dell'Interno, subentra a Giuseppe Cannizzaro che ha terminato il suo mandato alla guida della Questura bruzia. Quest’ultimo è stato nominato Commissario straordinario del governo per le persone scomparse. Catanzarese di origini, 57 anni, è dottore in Giurisprudenza ed in Scienze Politiche ed ha lavorato moltissimo in Calabria. Gioia Tauro, Lamezia Terme e lo stesso Capoluogo alcune delle sue tappe. Questa mattina il primo incontro con la stampa a cui ha affidato i suoi primi messaggi. «La Polizia non è solo repressione - ha ribadito più volte per veicolare con chiarezza il pensiero -. Quando con la prevenzione si evita di sfociare nel penale, per noi è la vittoria più grande».
Il nuovo Questore Borelli ritiene fondamentale la collaborazione dei cittadini
«Ringrazio il Capo della Polizia e il suo vice per il ruolo che mi hanno riservato. La Provincia di Cosenza ha problematiche complesse al pari delle altre quattro della Calabria, ma non mi precostituisco alcun alibi - ha detto -. Le soluzioni vanno cercate in tandem con gli altri Enti e con la cittadinanza. Per far sì che ciò avvenga, la gente deve avere fiducia nelle Forze dell’ordine in modo da segnalare e denunciare».
Borelli, seduto in mezzo al vice-Questore Roberta Martire e all’altro vicario primo dirigente Ferruccio Martucci, ha dato utili informazioni su come intende operare nella vasta area bruzia. «Non guarderemo solo i meri dati statistici, ma agiremo anche in base alla sicurezza percepita dal cittadino. Ecco perché serve collaborazione: un parco non illuminato porta degrado, una stazione o un’autostazione abbandonata può diventare zona di disagio».
«Mi preme rimarcare che dobbiamo creare città vivibili, evitando di dover intervenire soltanto nelle situazioni limite - ha aggiunto -. Dobbiamo stare al fianco dei più deboli: donne e minori in particolare. Ho già informato i miei funzionari di vagliare tutte le misure di ausilio che possano agevolare il nostro lavoro quotidiano. Il mio é un ritorno (fu vicario dal 2019, ndr), ma la Cosenza che ricordo io era quella del Covid: un ricordo spettrale dove non si poteva uscire se non per andare a lavorare».
Poi ancora: «L’intenzione è di garantire massima attenzione alle periferie, contando anche sul supporto dei cittadini. Gli sgomberi di cui parla Piantedosi? Sono qui da quattro ore e non si fanno dalla sera alla mattina, ma ribadisco che la Polizia non è solo repressone e in situazioni del genere prima vanno trovate le soluzioni del caso».
Si chiude con l’argomento del momento dopo la tragedia di Crans-Montana. «Tengo molto all’attenzione sulla distribuzione di alcol ai minorenni - ha chiosato il nuovo Questore di Cosenza Antonio Borelli -. É già regolamentato penalmente, con l’ipotesi estrema della chiusura dei locali. Incontrerò gli esercenti per trovare con loro una strada comune da battere e stilare un protocollo. In Italia quanto accaduto in Svizzera non sarebbe potuto succedere per la rigidità delle norme».

