Sotto la lente della Procura ci sono una serie di lavori pubblici affidati illecitamente sempre alle stesse ditte legate direttamente o indirettamente all’ex vicepresidente della Provincia
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«Estrema gravità delle condotte», «allarmante pervicacia manifestata», «insensibili al rispetto di qualsivoglia regola e pronti a delinquere pur di ottenere denaro o altre utilità, senza peraltro manifestare alcuna forma di resipiscenza anche in sede di interrogatorio preventivo».
Secondo il gip di Crotone, Assunta Palumbo, nei confronti di Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia di Crotone con delega all’Edilizia scolastica, e di Giacomo Combariati, rappresentante della società Sinergyplus srl e considerato braccio destro di Manica, «si ritiene che l’unica misura idonea a soddisfare le esigenze cautelari sia la custodia cautelare in carcere, atteso che misure meno afflittive, ivi compresa quella degli arresti domiciliari, appaiono inidonee a scongiurare in concreto il pericolo di reaiterazione di reati analoghi oltre che quello di inquinamento probatorio».
L’associazione per delinquere
I reati che cita il giudice e che vengono contestati, a vario titolo, a Manica, Combariati e ad altri 18 indagati sono associazione per delinquere, corruzione, falso, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Crotone, la presunta associazione per delinquere, il cui capo promotore sarebbe stato proprio l’ex vicepresidente della Provincia, avrebbe affidato lavori pubblici sistematicamente e in maniera diretta – sulla base di determine di affidamento illegittime e talvolta anche false – sempre alle stesse società, con l’accordo di ripartire il finanziamento di denaro pubblico all’interno della stessa associazione composta, oltre che da Manica e Combariati anche dall’ingegnere Luca Bisceglia, che avrebbe fornito supporto tecnico per la realizzazione dei progetti per i lavori e per l’aggiudicazione degli stessi; l’architetto Rosaria Lucchetta la quale avrebbe partecipato alla costituzione di società ad hoc per intercettare l’affidamento dei lavori; il commercialista Alessandro Vallone, rappresentante legale di Sinergyplus srl, È Impresa srl, Kreosolution srl delle quali curava la gestione finanziaria e contabile; Luca Vincenzo Mancuso e Andrea Esposito, titolari della società È Impresa; l’avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio Manica, avrebbe messo la propria esperienza professionale a disposizione del sodalizio, pur consapevole, dice l’accusa, degli illeciti commessi all’interno delle varie società; Vicky Ingarrozza, moglie di Francesco Manica, si sarebbe intestata formalmente le quote societarie di due ditte per garantirne il controllo da parte di Fabio Manica; Gaetano Caccia, socio occulto della 3EIngegneria, si sarebbe adoperato, insieme a Manica e Combariati, nell’affidamento di lavori pubblici alla ditta.
I lavori affiati alle ditte “amiche”
Tra i lavori sui quali la Guardia di finanza di Crotone si è concentrata ci sono i lavori di manutenzione straordinaria del Liceo Scientifico “Filolao” o del Liceo Classico “Pitagora”, l’efficientamento energetico del Liceo “Gravina” e dell’istituto commerciale “Lucifero”. Tutte scuole di Crotone. Ma c’è anche la messa in sicurezza del centro sportivo “Desport”, sempre nella città pitagorica. I lavori al reticolo idrografico minore in prossimità dei mercati saraceni nel comune di Cirò Marina, il campo di calcio del comune di Cirò Marina, gli impianti tecnologici relativi al progetto del "Nuovo Asilo Nido Artino”, sempre a Cirò Marina. I lavori di realizzazione mensa a servizio dei plessi scolastici località Le Castella a Isola Capo Rizzuto.
Le richieste dell’accusa e le disposizioni del gip
Il procuratore di Crotone Domenico Guarscio e il sostituto Rosaria Multari, titolari del fascicolo, avevano chiesto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Fabio Manica, Giacomo Combariati, Luca Bisceglia e Rosaria Lucchetta. E gli arresti domiciliari nei confronti di Francesco Manica.
Il gip ha disposto il carcere per Fabio Manica e Giacomo Combariati poiché ha ritenuto che «risulta indispensabile, non solo limitare la libertà di movimento di Fabio Manica e Giacomo Combariati, ma anche qualsivoglia genere di contatto con altri soggetti che costituirebbe occasione per gli stessi di commettere ulteriori reati ed inquinare la genuinità delle prove».
Il gip ha poi disposto gli arresti domiciliari per Luca Bisceglia e Rosaria Lucchetta «anche alla luce della personalità di ciascuno di essi manifestata – ha scritto – e della gravità delle condotte loro rispettivamente ascritte, nonché del ruolo assunto nella compagine sociale, si ritiene che le stesse possano essere soddisfatte anche con la meno afflittiva misura degli arresti domiciliari presso la rispettiva abitazione di residenza».
Disposto, infine, il divieto di dimora nella provincia di Crotone per Francesco Manica «considerato che tale misura, allontanandolo dal territorio dove ha commesso i reati per cui si procede, e dalla rete di relazioni sociali con cui era solito commettere reati, appare idonea a scongiurare il rischio di reiterazione del reato».


