le intercettazioniLa qualità del lavoro dei carabinieri di Scalea, con controlli costanti e perqiusizioni, è certificata da un insulto che alcuni indagati usavano per riferirsi a loro: «Cani morti». Parole dure, ma che sono anche la prova di quanto fosse diventata pesante, costante e asfissiante la presenza dei militari sul territorio