Sanita’ malata

In fuga dalla guerra e salvato all’ospedale di Catanzaro: «Reparto d’eccellenza ma dimenticato, non ci sono medici né personale»

Parla il primario della Cardiologia del Mater Domini Ciro Indolfi dopo l'intervento salvavita a un 62enne ucraino: «Registriamo scarsa attenzione dall'azienda e dalla Regione» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
19 aprile 2022
13:31

C'è un filo di amarezza nelle parole del professor Ciro Indolfi, primario della Cardiologia del policlinico universitario di Catanzaro; struttura assistenziale, di recente, assurta all'onore delle cronache per aver preso in carico e curato un 62enne di Leopoli, fuggito dall'Ucraina, dove a causa della guerra non ha potuto sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico, eseguito invece con esito positivo a Catanzaro dall'equipe del professor Indolfi. «Questo paziente ci è arrivato attraverso l'università di Bologna - ha spiegato il primario - che aveva un contatto con l'Ucraina. Era un paziente con una malattia coronarica molto severa. Aveva tre coronarie malate ed era in attesa di un intervento che ovviamente in Ucraina non è riuscito ad effettuare».

Roman il 5 aprile scorso è stato sottoposto ad intervento di rivascolarizzazione coronarica percutanea con impianto di sette stent coronarici. «La tecnologia che noi abbiamo utilizzato è quella importata in Calabria 20 anni fa con l'utilizzo degli stent. Abbiamo impiantato sette stent coronarici. Abbiamo riaperto una coronaria completamente occlusa e abbiamo trattato le altre due che erano invece ostruite. È stato un intervento complicato ma che effettuiamo di routine qui a Germaneto in Emodinamica».


Tuttavia, vi è amarezza: «Tutto questo è stato ottenuto grazie alla grande professionalità e alla struttura che abbiamo messo in piedi. Bisogna però dire con un certo rammarico che la Cardiologia di Germaneto non ha avuto l'attenzione che merita. Infatti l'Utic è stata adibita a Rianimazione per Covid, non abbiamo cardiologi, abbiamo poco personale. E ciò constatiamo con molto dispiacere perchè abbiamo introdotto in Calabria lo stent coronarico e il trattamento delle valvole cardiache senza bisturi però non registriamo da parte dell'azienda ma anche dall'organizzazione sanitaria regionale quella attenzione che invece noi abbiamo dimostrato essere necessaria per effettuare interventi come questo».

Giornalista
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