Oggi si terrà l'iniziativa “Il lavoro è dignità, non morte. In silenzio per le voci spezzate”, promossa da Cgil, Cisl e Uil Calabria dopo le recenti morti sul lavoro avvenute nella nostra regione. Un operaio di 46 anni è morto ad Anoia Superiore, cadendo da un ponteggio; un operaio di 53 anni è stato travolto da un camion-gru nel cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola; un giovane di 23 anni è deceduto a Paola mentre lavorava all'allestimento di un lido balneare; un uomo di 55 anni, infine, è rimasto schiacciato da un trattore durante lavori agricoli.

La nota di Rifondazione comunista

«I dati sono impietosi in Calabria: gli infortuni sul lavoro sono aumentati dell'8,5% rispetto al 2025, con un incremento quasi doppio rispetto alla media nazionale. Come Partito della Rifondazione Comunista siamo d'accordo con tutte quelle manifestazioni, a partire da quella odierna, che richiamano l'attenzione delle istituzioni regionali e nazionali sulla necessità di adottare misure urgenti in materia di sicurezza». È quanto si legge in una nota diffusa dal partito.

«Questo governo nulla ha fatto e nulla sta facendo contro la strage quotidiana nei luoghi di lavoro. In Italia, secondo le stime de Il Sole 24 Ore, mancano 5.000 ispettori e tecnici della sicurezza, con numeri nettamente inferiori rispetto alla media europea. Bisogna investire seriamente nella prevenzione, aumentando il numero di ispettori e tecnici della sicurezza e introducendo il reato di omicidio sul lavoro per contrastare una strage che continua ogni giorno», conclude la nota.