Blitz della Guardia di Finanza al Comune di Joppolo per l’acquisizione di cospicua e rilevante documentazione negli uffici finanziari dell’ente. Sei componenti delle Fiamme Gialle hanno bussato alle porte del Municipio di Joppolo giovedì mattina andando via solo a tarda sera e portando con sé diversa documentazione ritenuta utile allo sviluppo di un’indagine che mira a far luce su presunte anomalie sia nella dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente sia, soprattutto, sulla successiva gestione commissariale dello stesso stato di dissesto ad opera dell’organo straordinario di liquidazione. L’inchiesta punta quindi a ricostruire a ritroso – arrivando sino all’attualità – la correttezza ed i presupposti per la dichiarazione di default ed anche tempistiche e modalità di attuazione di tutti gli interventi adottati per l’estinzione dei debiti dell’ente.
Il Comune di Joppolo ha fatto ricorso alle procedure di risanamento finanziario previste dalla legge attraverso la deliberazione numero 10 del 25 luglio 2022 proposta dall’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Dato e votata anche dai consiglieri comunali di opposizione presenti in aula, compreso il capogruppo della minoranza Valerio Mangialardo (assenti i soli consiglieri Salvatore Burzì, Biagio Zappia e Francesco Messina). Successivamente, con decreto del Presidente della Repubblica del 12 settembre 2022 è stato nominato l'organo straordinario di liquidazione per l'amministrazione della gestione e dell'indebitamento pregresso e per l'adozione di tutti i provvedimenti per l'estinzione dei debiti del Comune. Sull’acquisizione dei documenti, sui controlli e sull’inchiesta la Guardia di Finanza mantiene il più ristretto riserbo e nulla trapela se non il fatto che l’intera documentazione è in queste ore al vaglio degli investigatori e nulla verrà lasciato al caso per fare piena luce su eventuali anomalie nella gestione del dissesto (pari a circa sette milioni di euro) e sulla commissione di eventuali reati o illeciti erariali. I dati certi al momento sono due: le ore (dalla mattinata sino al tardo pomeriggio) passate dagli uomini della Guardia di Finanza all’interno degli uffici del Municipio di Joppolo alla ricerca di atti e provvedimenti relativi al dissesto e alla sua gestione, e il numero di investigatori della Finanza (6) impiegati nell’acquisizione della documentazione.

Joppolo e il dissesto

La massa di debiti al Comune di Joppolo è frutto di anni di gestioni finanziarie poco oculate, con un’evasione dei tributi superiore al 50% per come emerso in Consiglio comunale all’atto della dichiarazione di dissesto, all’epoca votata all’unanimità dei presenti, con in testa il sindaco Giuseppe Dato e a seguire i consiglieri comunali Stefano Siclari, Francesco Furci, Guido Ventrice, Alessandro Comerci, Domenica Ventrice, Giovanni Burzì e, a sorpresa, il leader della lista “Joppolo nel cuore”, Valerio Mangialardo, capogruppo dell’opposizione e candidato a sindaco contro Dato nelle comunali del 2021. Una scelta, quella di Valerio Mangialardo, che il Consiglio comunale nella seduta del 25 luglio 2022 aveva salutato con uno scrosciante applauso e che, in pratica, ha aperto le porte alla dichiarazione di dissesto con votazione unanime.

L’Antimafia sulle finanze del Comune

Della gestione “allegra” delle finanze del Comune di Joppolo si era occupata anche la Commissione parlamentare antimafia nel 2016, all’epoca presieduta dall’onorevole Rosy Bindi. Con un’apposita relazione – resa pubblica dalla stessa Commissione antimafia che tra i suoi componenti annoverava all’epoca quale vicepresidente Claudio Fava (da sempre in prima linea nella lotta ai clan e alle loro infiltrazioni) – era stata posta già all’epoca l’attenzione su una “diffusa illegalità nel Municipio di Joppolo attraverso una complessiva e preoccupante gestione irregolare dell’ente comunale”, laddove molte delle azioni amministrative e politiche “lungi dall’essere improntate al principio della trasparenza e del buon andamento dell’amministrazione, hanno prestato il fianco ad essere ritenute funzionali al perseguimento di finalità illecite". A tal proposito la relazione ha ricordato, oltre all’enorme evasione dei tributi comunali, anche la carenza di una seria repressione dell'abusivismo edilizio, con una “macroscopica inerzia addebitabile alla salvaguardia di precisi interessi personali di amministratori comunali o di persone e imprese vicine anche alla criminalità organizzata”.