Prima messaggi e gentilezza poi chat bloccate, scuse accampate e totale indifferenza nei confronti delle denunce sporte.
Un esempio lampante dei tanti imbrogli messi in campo da una presunta associazione per delinquere di Crotone – perseguita dalla Procura e dai carabinieri che oggi hanno tratto in arresto 5 persone – è la ricostruzione del gip sulla truffa di 12 bancali di pellet subita da tre famiglie che si erano accordate per comprare il materiale versando 3.600 euro.
La truffa partiva dalla pubblicità sul “marketplace” della piattaforma Facebook che aveva attirato la persona offesa grazie a un’offerta molto conveniente.
Le trattative avevano preso il via il 21 giugno 2022. La vittima del raggiro aveva cominciato a chattare con Salvatore Covelli, figlio di Armando Covelli. L’uomo cercava di accertasi che non si trattasse di una truffa: «Di truffe ce ne sono molte in giro poi ora siamo in 3 famiglie». Covelli si era mostrato gentile assicurando anche che «se fai il pagamento anticipato è compresa nel prezzo il trasporto» e che per lo scarico della merce «se la vede tutto il nostro corriere».

I soldi sul conto della moglie

Il 22 giugno cominciano le stranezze: «Salve chiedo scusa, siccome mi hanno bloccato la carta che mi avete mandato i soldi se vi do il conto corrente di mia moglie riuscite a rifarmi il pagamento li sopra tanto lunedì vi tornano i soldi indietro».
Il compratore preferisce aspettare che tornino i soldi indietro per rifare il pagamento ma Covelli insiste: «Per accelerare i tempi dicevo… Perché sulla mia c'era troppo afflusso di denaro… E infatti oggi devo andare a vedere il motivo».
Ma il compratore fa notare di aver fatto un bonifico bancario e non aver ricaricato nessuna carta.
«Si del mio conto bancario parlo… Le assicuro che è tutto tranquillo le mando il conto corrente di mia moglie… Se vuole gli faccio anche la fattura una volta fatto il bonifico, non è un problema», corregge il tiro Covelli che minaccia anche di «fare un casino» in caserma per i problemi sul proprio conto.
Poi rettifica: «Comunque apposto mi hanno sbloccato il conto e i soldi mi sono arrivati».

La richiesta dell’intero importo

Il 24 giugno, nuovo messaggio, nuova stranezza: «Signore buongiorno sta succedendo una cosa al giorno ma le prometto che non lo farò rimanere deluso, purtroppo il mio capo ha deciso che il pagamento deve essere fatto tutto intero e non metà, ora se lei mi riesce a fare la metà e bene altrimenti devo mandargli i soldi indietro e siamo amici come prima, non sapevo facesse così le chiedo umilmente scusa buona giornata mi faccia sapere appena può».
Il compratore fa notare che gli accordi prevedevano il pagamento del 50% e il resto alla consegna.
«Si si lo so – insiste Covelli – avete perfettamente ragione purtroppo il mio capo oggi mi ha fatto un casino dicendomi così, spero riuscite a farlo altrimenti devo annullare tutto».
Il compratore chiede garanzie e Salvatore Covelli assicura: «Guardi io mi sto impegnando al massimo per farvi fare questo affare perché voglio rimanere soddisfatto del mio lavoro può star tranquillo al 100%».

Il sospetto: «Basta che non sia una fregatura»

Il compratore assicura che farà il bonifico ma mostra dei dubbi: «Basta che non sia una fregatura».
«Signore le ripeto può stare tranquillo vedrà», lo rassicura Covelli.
E, infatti il 29 giugno il compratore scrive: «Buongiorno i soldi ti sono arrivati non ho più saputo nulla… Penso che potresti anche rispondere visto che a volte sei online».
Per tutta risposta Covelli lo blocca.
Il 18 agosto Salvatore Covelli sblocca il contatto e gli scrive: «Salve vi serviva del pellet?».
«Doveva arrivare ancora a giugno il pellet che ho pagato», risponde il compratore.
Il 24 agosto arriva un nuovo messaggio col quale Covelli ha l’impudenza di chiedere altre 1000 euro: «Scusa ma mi servono 1000 euro per spedire e non li ho».
«Ma lo sai che ti ho già dato 3600 euro o non lo sai», ormai il compratore ha mangiato la foglia e sta fuori da ogni grazia di Dio.
Covelli non fa una piega: «Anche io sarei incazzato al posto tuo... Purtroppo ho avuto un sacco di problemi… E ora mi mancano 1000 euro».
«Noi abbiamo pagato e ti abbiamo dato la nostra fiducia e voi in cambio che cosa avete fatto, avete bloccato il telefono e non si sapeva più nulla».
Anche per questo l’indagato accampa una scusa: «No ho avuto il telefono in garanzia che l'avevo rotto».

La richiesta di altre 1000 euro

Il 26 agosto prosegue la richiesta di 1000 euro e anche in questo caso c’è una pezza giustificativa: «… ho sbagliato io a dirle che l'ordine era di 4600 invece di 3600».
Ma il compratore truffato non sente ragioni: «Smettila per cortesia di prendere in giro la gente, avevamo accordato il prezzo prima di procedere con tutto».
E chiede di riavere i soldi.
«Non posso mi dispiace», risponde Covelli.
«Allora manda 8 bancali di pellet invece dei 12 che abbiamo ordinato», chiede il compratore.
Ma niente: «Non posso mi dispiace».

Gli indagati

Per questa truffa dei 12 bancali di pellet, che è costata 3.600 al truffato, sono indagate quattro persone. Scrive il gip: «… è emerso, dunque, che Salvatore Covelli era l’autore materiale della truffa, gestiva l’annuncio e la trattativa con la persona offesa, Armando Covelli gestiva di fatto i conti di destinazione e coordinava lo spostamento del denaro, Alessandra De Santis e Francesco Porto non sono solo intestatari compiacenti dei conti corrente su cui confluiva il provento della truffa, ma si rendevano anche autori del materiale prelievo e trasferimento delle somme, in modo da ostacolarne l’accertamento della provenienza delittuosa».
In più Armando Covelli, che questa mattina è stato tratto in arresto è accusato di autoriciclaggio per aver trasferito il denaro da un conto intestato a terzi al proprio conto corrente.