Proseguono gli accertamenti sui ragazzi colpiti da gastroenterite. Controlli Asp e Nas nella struttura alberghiera: alimenti e piscina risultati regolari nelle verifiche effettuate
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Restano sotto osservazione alcuni dei ragazzi colpiti nei giorni scorsi da gastroenterite a Mandatoriccio, mentre proseguono gli accertamenti per individuare l'origine dei malori. L'Asp ha avviato le analisi necessarie e, in attesa dei risultati definitivi, l'attenzione si concentra anche sulle condizioni ambientali della zona e sul funzionamento del sistema di depurazione.
A intervenire è innanzitutto la struttura alberghiera nella quale erano ospitati alcuni dei ragazzi coinvolti, che precisa la propria estraneità alle possibili cause dell'episodio e rende noti gli esiti dei primi controlli effettuati.
Secondo quanto riferito dall'albergo, l'attività ispettiva è stata condotta congiuntamente dal Servizio veterinario dell'Asp, dal Sian – Servizio igiene alimenti e nutrizione, dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell'Asp di Cosenza e dai Carabinieri del Nas di Cosenza.
Le verifiche avrebbero riscontrato la corretta conservazione degli alimenti, con celle frigorifere giudicate «in ottimo stato». Nessuna criticità sarebbe stata rilevata nell'area piscina e nei servizi destinati al pubblico, mentre i parametri dell'acqua della piscina misurati sul posto sarebbero risultati nella norma.
Restano però da attendere gli esiti degli ulteriori esami. Sono infatti in corso le analisi di laboratorio dell'Arpacal sui campioni prelevati e quelle sull'acqua potabile in ingresso e in uscita dalla struttura effettuate dal Sian.
Legambiente: «Evidente malfunzionamento del depuratore»
Parallelamente si apre il fronte ambientale. Il circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, ha effettuato un sopralluogo presso l'impianto di depurazione situato a monte di Mandatoriccio Mare.
Gli ambientalisti riferiscono di aver constatato «un evidente malfunzionamento dell'impianto» e la presenza, all'esterno, di lavori finalizzati a contenere il flusso dei fanghi fuoriusciti dal depuratore. Una sorta di serpentina che, secondo il circolo, non sarebbe sufficiente a impedire la dispersione dei fanghi nell'ambiente.
Legambiente propone invece il ricorso a vasche di sedimentazione o decantazione e riferisce di essere in contatto con l'assessore regionale all'Ambiente, dal quale sarebbe arrivata la rassicurazione circa un intervento straordinario degli uffici regionali.
Il possibile collegamento tra le condizioni del depuratore, la qualità delle acque marine e i casi di gastroenterite, tuttavia, non risulta al momento accertato. Saranno gli esiti delle analisi sanitarie e ambientali a consentire di stabilire eventuali relazioni.
Scutellà porta il caso in Consiglio regionale
Sulla vicenda intervengono anche la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elisa Scutellà e il Gruppo Lampare, chiedendo «massima attenzione e trasparenza» sulla situazione ambientale di Mandatoriccio e, più in generale, della fascia ionica interessata.
Vengono richiamate le segnalazioni arrivate negli ultimi mesi da cittadini e realtà locali sulla qualità delle acque, sulla presenza di cattivi odori e sulle condizioni del sistema di depurazione.
Scutellà ha quindi presentato un'interrogazione al presidente della Giunta regionale per conoscere lo stato effettivo degli impianti di depurazione di Mandatoriccio e dei territori limitrofi, l'avanzamento degli interventi finanziati dalla Regione e le attività di controllo svolte dagli enti competenti.

