La comunità parrocchiale ha accolto con sollievo le notizie giunte da Genova, dove la piccola è stata dimessa e ora svolge la riabilitazione. Diocesi in stretto contatto con il padre: anche l’arcivescovo ha voluto continui aggiornamenti sulle condizioni di salute della bimba, dichiarata ormai fuori pericolo
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«L’intera comunità parrocchiale ha accolto con gioia la notizia del miglioramento delle condizioni di salute di Maria Luce». Così il parroco della parrocchia Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccali, nell’apprendere le novità giunte dall’istituto pediatrico Gaslini di Genova, dove dalla fine di aprile è ricoverata la piccola Maria Luce, bimba di sei anni; unica sopravvissuta al dramma familiare che si è consumato nella notte tra il 21 e il 22 aprile scorso a Catanzaro.
Dopo essere stata stabilizzata dall’equipe medica dell’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco, la bimba è stata infatti trasferita all’ospedale pediatrico dove ha potuto contare su cure intensive e specialistiche. Nei giorni scorsi, è giunta la conferma del miglioramento delle condizioni di salute. La bimba è stata dimessa dal reparto di degenza, dov’è rimasta negli ultimi mesi per essere sottoposta ad un delicato intervento cardiochirurgico. Attualmente si trova ancora al Gaslini per svolgere la riabilitazione.
In queste settimane di attesa e silenzio il parroco è rimasto in stretto contatto con il papà, Francesco Trombetta, a Genova al fianco della figlia di sei anni. «I contatti sono stati frequenti, settimanali», ha evidenziato il parroco. «Tutta la comunità parrocchiale ha accolto con gioia le notizie che si sono succedute in queste ultime settimane: la bambina è stata dichiarata fuori pericolo. La comunità ringrazia il Signore per questo momento di grazia».
Don Vincenzo Zoccali ha quindi sottolineato il costante interessamento manifestato dall’arcivescovo Claudio Maniago che ha sempre chiesto aggiornamenti sulle condizioni di salute della bimba mantenendo i rapporti con il padre. «Ha salutato con sollievo e gioia le notizie arrivate da Genova».



