Marasco spiega che non è pervenuta alcuna richiesta ufficiale in Comune e solleva l’ipotesi che ad occuparsene debba essere il centro d’accoglienza che ospitava il giovane: «Ne parlerò con il prefetto». Intanto il Comune di Dasà si fa avanti per accogliere la salma nel proprio cimitero
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È morto a migliaia e migliaia di chilometri da casa sua, investito da un autobus di linea in una fredda mattina di inizio marzo. È successo a Nicotera, la vittima è un 25enne africano che da qualche tempo viveva nel centro d’accoglienza ospitato nei locali dell’hotel Miragolfo. Da allora, era il 9 marzo, il corpo del giovane si trova nell’obitorio dell’ospedale di Vibo Valentia, dove era stato portato per l’autopsia. Ancora nessuna sepoltura, come spesso purtroppo accade in quelle storie in cui la tragedia s’intreccia e s’impiglia nelle maglie della burocrazia.
A sollevare il caso nelle scorse ore il vice coordinatore provinciale del movimento Indipendenza, Enzo Comerci, che ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale di Nicotera rea di «non vedere, non sentire, non fare», sottolineando che «non si può e non si deve lasciare nessuno, neanche un cane, senza sepoltura». Da parte sua, il sindaco di Nicotera, Giuseppe Marasco, respinge le accuse categoricamente definendole «menzognere». «Non abbiamo abbandonato nessuno – rimarca il primo cittadino a Il Vibonese -. E siamo pronti a intervenire se ne sussistono le condizioni, come abbiamo fatto altre volte in passato».
«Qualche giorno dopo la tragedia – spiega Marasco – è venuto in Municipio un gruppo di connazionali del giovane migrante, accompagnati da una responsabile del centro d’accoglienza dove alloggiano. Ci hanno chiesto se siamo disponibili a coprire in parte o del tutto le spese per il rimpatrio della salma. Ho risposto che noi ci siamo, ma l’urgenza per il momento dev’essere la sepoltura. Come Comune siamo disponibili a fornire un loculo e a coprire le spese, e li ho invitati pertanto a presentare richiesta formale ai nostri uffici».
Al momento però nessuna richiesta è stata protocollata: «Senza non ci possiamo muovere, non c’è possibilità per gli uffici di valutare le condizioni di indigenza per poi reperire le risorse». C’è poi un’altra questione, spiega Marasco: «Va verificato che il centro di accoglienza non abbia esso stesso obblighi in caso di malattia o morte dei migranti che ospita. Di tutto questo parlerò con il prefetto di Vibo Valentia in un incontro già programmato. Se tocca a noi, siamo pronti a intervenire».
Intanto un altro Comune, quello di Dasà, ha comunicato la propria formale disponibilità ad accogliere la salma del giovane migrante nel proprio cimitero. «Una scelta ispirata a ragioni di umanità», commenta l’amministrazione comunale.


