In primo grado ergastoli e assoluzioni per diversi omicidi consumati nel Vibonese: i delitti Palumbo, Stanganello, Fortuna e Longo. La Procura vuole sentire un collaboratore che ha già deposto a Milano
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Al via il processo di secondo grado in Corte d’Assise d’Appello a Catanzaro per l’operazione anfimafia della Dda, denominata “Portosalvo”, che mira a far luce su diversi fatti di sangue consumati nel Vibonese. La sentenza di primo grado è stata emessa dal
gup distrettuale di Catanzaro, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, il 21 novembre dello scorso anno. La Procura generale di Catanzaro (rappresentata oggi in aula dal pm della Andrea Buzzelli) ha chiesto alla Corte la riapertura dell’istruttoria dibattimentale per l’esame di un collaboratore di giustizia che ha già deposto a Milano nel processo nato dall’operazione antimafia Hydra facendo delle dichiarazioni su Salvatore Tripodi, imputato nel processo “Portosalvo”. Al contempo, il giudice Domenico Commodaro ha dichiarato di astenersi dal processo in quanto in precedenza si è già espresso su alcuni imputati (i Patania di Stefanaconi). La dichiarazione di astensione del giudice Commodaro è stata tuttavia respinta dalla Corte (che non ha rivelato motivi di incompatibilità) e da qui la decisione dei difensori degli imputati di munirsi di procura speciale da parte dei loro assistiti per presentare un’istanza di ricusazione nei confronti dello stesso giudice. Si ritornerà in aula il 20 ottobre prossimo per le decisioni della Corte.
Gli imputati e la sentenza di primo grado
Questi gli imputati e il verdetto di primo grado: ergastolo per Francesco Alessandria, 56 anni, di Sorianello; ergastolo per Rosario Battaglia, 42 anni, di Piscopio (per l’omicidio Longo, assolto per gli omicidi Palumbo e Stanganello. Nella sentenza di condanna di primo grado vi è una divergenza tra le motivazioni che indicano l’assoluzione e il dispositivo che riporta la condanna); 10 anni per Giuseppe Comito, 52 anni, di Vibo Marina (collaboratore di giustizia, assistito dall’avvocato Valeria Maffei); assoluzione per Angelo David, 43 anni, di Piscopio (chiesti 30 anni); assoluzione per Stefano Farfaglia, 43 anni, di San Gregorio d’Ippona (chiesti 30 anni); assoluzione per Nazzareno Felice, 65 anni, di Piscopio (chiesti 12 anni); 10 anni per Nicola Figliuzzi, 36 anni, di Sant’Angelo di Gerocarne (collaboratore di giustizia, chiesti 8 anni); assoluzione per Rosario Fiorillo, 37 anni, di Piscopio (chiesto ergastolo per omicidi Palumbo e Stanganello); assoluzione per Gregorio Gasparro, 55 anni, di San Gregorio d’Ippona (chiesti 12 anni); 8 anni per Raffaele Moscato, 40 anni, di Vibo Marina (collaboratore di giustizia, chiesti 8 anni)); assoluzione per Giuseppe Patania, 46 anni, di Stefanaconi (chiesto ergastolo); ergastolo per Salvatore Patania, 48 anni, di Stefanaconi; ergastolo per Saverio Patania, 50 anni, di Stefanaconi; 4 anni e 20 mesi per Nazzareno Patania, 53 anni, di Stefanaconi (chiesto ergastolo); assoluzione per Antonino Francesco Staropoli, 50 anni, di Vibo Marina; 12 anni per Salvatore Tripodi, 54 anni, di Portosalvo (condannato per associazione mafiosa, chiesto ergastolo per omicidio Palumbo per il quale è stato assolto); 4 anni, 5 mesi e 20 giorni per Renato Marziano, 58 anni, di Piscopio (collaboratore di giustizia, chiesti 4 anni).
La Dda di Catanzaro contesta in particolare a Michele Fiorillo (che ha scelto il rito ordinario), Gregorio Gasparro, Nazzareno Felice il tentato omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi, avvenuto il 19 febbraio 2005 a Vibo Valentia (assoluzioni in primo grado).
A Francesco Alessandria, Giuseppe Comito, Nicola Figliuzzi, Pantaleone Mancuso (processato con rito ordinario), Giuseppe Patania, Salvatore Patania, Saverio Patania, Nazzareno Patania viene contestato il concorso nell’omicidio di Davide Fortuna avvenuto nella spiaggia di località Pennello di Vibo Marina il 6 luglio 2012. L’omicidio sarebbe stato voluto dai Patania per vendicare la morte del padre, Fortunato Patania, ucciso dai Piscopisani nel settembre 2011 mentre si trovava nel piazzale del suo distributore di carburanti nella Valle del Mesima.
Rosario Battaglia, Raffaele Moscato e Antonino Francesco Staropoli devono invece rispondere dell’omicidio di Mario Longo, avvenuto l’1aprile 2012 a Triparni.
A Rosario Battaglia, Rosario Fiorillo, Michele Fiorillo (che ha scelto il rito ordinario), Salvatore Tripodi, Franco D’Ascoli e Salvatore Vita (per tali ultimi 2 indagati la posizione è stata stralciata) viene poi contestato l’omicidio dell’assicuratore Michele Palumbo (ritenuto l’uomo di Pantaleone Mancuso nella zona delle Marinate di Vibo) avvenuto nella sua villetta della frazione Longobardi l’11 marzo 2010.
Dell’omicidio di Massimo Stanganello sono invece accusati Stefano Farfaglia, Angelo David, Rosario Battaglia e Rosario Fiorillo. Il fatto di sangue porta la data del 3 agosto 2008 quando la vittima è sparita da Vibo Marina e, secondo l’accusa, il suo cadavere seppellito in una campagna di Piscopio. Il corpo non è mai stato ritrovato. A Piscopio si è infine consumato il 3 ottobre 2004 il tentato omicidio di Rocco Bellissimo e Nicola Bellissimo. Dell’agguato sono accusati Michele Fiorillo detto Zarrillo (che ha scelto l’ordinario) e Rosario Battaglia.
Parti civili e difensori
La moglie, i due figli ed il fratello di Mario Longo si sono costituiti parti civili con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Sorbili.
Esclusa invece come parte civile la Provincia di Vibo Valentia, mentre è stata ammessa l’Associazione antiracket, assistita dall’avvocato Giovanna Fronte.
Nel collegio di difesa gli avvocati: Sergio Rotundo (per Rosario Fiorillo, Nazzareno Felice e Saverio Patania), Nicola Cantafora, Francesco Muzzopappa (per David e Farfaglia), Alice Massara (per Rosario Fiorillo), Gianni Puteri (per Nazzareno Felice), Caterina De Luca (per il collaboratore Marziano), Gregorio Viscomi, Alessandro Diddi, Antonio Larussa, Salvatore Pronesti, Rosa Giorno (per Salvatore Tripodi), Giuseppe Bagnato, Eugenio Biamonte (per Salvatore Tripodi), Maria Teresa Battaglia, Edoardo Franzini, Antonio Rocco, Maria Teresa Larobina, Gabriella Riga (per Gregorio Gasparro), Giusida Sanseverino (per Gasparro), Annalisa Pisano (per Moscato).

