«Un cumulo di facezie». Così il capitano di vascello Gianluca D'Agostino, all'epoca dei fatti responsabile dell'Italian Maritime Rescue Coordination Centre (Imrcc) di Roma, ha definito in aula le conclusioni contenute nella relazione dell'ufficio per i diritti fondamentali di Frontex sul naufragio del caicco Summer Love, avvenuto a Cutro il 26 febbraio 2023. Lo ha detto oggi durante l'udienza del processo che vede imputati quattro militari della Guardia di finanza e due ufficiali della Guardia costiera per i presunti ritardi nei soccorsi.

La relazione dell'Agenzia europea aveva criticato l'operato delle autorità italiane per la mancata dichiarazione dell'evento Sar (Search and Rescue), ma D'Agostino ha sostenuto che il caso non fosse assimilabile ad altre situazioni di emergenza in mare. «Non è possibile paragonare gli interventi su imbarcazioni a vela sovraffollate, dove il pericolo è evidente dall'esterno, al filmato del caicco che navigava senza apparenti difficoltà e senza persone visibili in coperta», ha spiegato.

Nel corso dell'esame, l'ufficiale ha chiarito anche una frase pronunciata durante un interrogatorio davanti ai carabinieri di Crotone, nella quale aveva affermato che «l'unico errore» era stato quello di fidarsi della Guardia di finanza. «Sono parole che, sotto pressione, possono sembrare poco eleganti e di cui mi scuso. Con gli amici della Finanza abbiamo salvato e salviamo migliaia di persone», ha detto. D'Agostino ha precisato che alle 23.37 risultava la presenza di una motovedetta nella zona interessata, informazione che poi si rivelò non corrispondente alla realtà. Rispondendo alle domande del pubblico ministero, il capitano ha aggiunto che, se avesse saputo dell'assenza dell'unità navale sul posto, avrebbe chiesto un intervento diverso alla Guardia di finanza nell'ambito di un'operazione di polizia.

L'udienza ha affrontato anche il tema della classificazione del Summer Love. Sollecitato dall'avvocato di parte civile Francesco Verri, D'Agostino ha confermato che l'Imrcc registrò la segnalazione come «barca con migranti», al pari della Guardia di finanza. «Tutte le segnalazioni provenienti da Frontex vengono catalogate in un protocollo parallelo come barche con migranti per ragioni statistiche», ha spiegato. Nonostante ciò, l'ufficiale ha ribadito la propria valutazione operativa: «Secondo me non era una barca di migranti. C'era una possibilità, ma anche oggi, dopo aver rivisto il video, ritengo che in quel momento non fosse identificabile come tale».

D'Agostino ha inoltre commentato le raccomandazioni della Commissaria europea per i diritti umani, secondo cui le imbarcazioni di migranti dovrebbero essere considerate in pericolo sin dall'inizio del viaggio. «Se avessimo giudicato quell'imbarcazione come una barca con migranti, ci saremmo comportati diversamente. Il dubbio esisteva sia per la Guardia costiera sia per la Guardia di finanza e l'operazione di polizia nacque proprio per chiarirlo», ha affermato. In chiusura, l'ex responsabile dell'Imrcc ha difeso l'operato della struttura: «Non ci sono stati errori di procedura. Forse, col senno di poi, avrei dovuto fare una telefonata al mio omologo della Guardia di finanza, anche se non era prevista dalle procedure».