La decisione ha suscitato un’ondata di commenti positivi. I giudici amministrativi convinti dal ricorso di 16 cittadini che per vent’anni hanno potuto lasciare l’auto nei pressi delle loro abitazioni e accedere al centro storico senza pagare il ticket come i turisti e i non residenti
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La notizia della sospensione da parte del Tar Calabria del nuovo piano parcheggi del Comune di Tropea ha sollevato un’ondata di entusiasmo tra i cittadini della località calabrese più nota nel mondo. Sintomo della forte avversità che il dispositivo, varato nel febbraio scorso, aveva suscitato tra i residenti e, in particolare, tra gli esercenti, che paventavano l’impossibilità di continuare la propria attività.
Con un’ordinanza cautelare di sospensione, dunque, la prima sezione del tribunale amministrativo ha accolto la richiesta avanzata da 16 cittadini ricorrenti, fermando l’efficacia delle delibere della Commissione straordinaria n. 30 dell’11 febbraio e n. 40 del 25 febbraio 2026, con le quali era stato approvato il nuovo regolamento comunale per la disciplina della sosta a pagamento e il piano urbano della sosta. La partita, però, non è chiusa: il merito sarà discusso nell’udienza pubblica fissata per il 21 ottobre 2026.
Al centro del ricorso, che ha dato forma giudiziaria alle fortissime critiche e proteste esplose in città tra residenti, lavoratori ed esercenti commerciali, c’è il superamento del vecchio sistema del 2003. Per oltre vent’anni, secondo quanto sostenuto dai ricorrenti assistiti dall’avvocato Maria Repice, i residenti della cosiddetta “Zona B” avevano potuto sostare gratuitamente e senza limiti nelle vie della propria area di riferimento. Un equilibrio che, a loro giudizio, sarebbe stato stravolto dal nuovo regolamento, fondato su zone più ristrette e sul criterio della “prossimità” alla residenza.
Le strade escluse e il peso economico per i residenti
Le vie maggiormente interessate sono contrada Labirinto, viale Tondo, via Vittorio Veneto, via Libertà e via Iannelli. Secondo il ricorso, proprio queste strade sarebbero state escluse da ogni forma di agevolazione, con l’effetto di equiparare i residenti ai turisti e ai non residenti. Il nuovo regime avrebbe previsto la tariffa piena di 2 euro l’ora, con pagamento attivo 24 ore su 24 nel periodo estivo, dall’1 giugno al 30 settembre, e dalle 9 alle 23 nel periodo invernale, dall’1 ottobre al 31 maggio.
Nel ricorso vengono richiamati anche i costi della “parking card”: 20 euro annui per la prima auto del nucleo familiare e 100 euro per la seconda, ma solo per i beneficiari ammessi. Per chi resta fuori dalle agevolazioni, la memoria difensiva dei ricorrenti ipotizza un esborso fino a 32 euro al giorno, pari a 960 euro al mese e 3.840 euro per i soli quattro mesi estivi. Sommando anche il periodo invernale, la spesa annua stimata arriverebbe ad almeno 7.680 euro.
Perché il tribunale ha fermato le delibere
La sospensione nasce da due passaggi centrali dell’ordinanza. Il Tar, pur precisando che si tratta di una valutazione sommaria propria della fase cautelare e che ogni decisione di merito resta impregiudicata, ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris: rispetto alle modifiche introdotte nel regime della sosta a pagamento, «non risulta essere stata eseguita dall’Amministrazione comunale una adeguata istruttoria».
Il tribunale ha inoltre riconosciuto il pregiudizio grave e irreparabile, collegandolo all’attualità del danno lamentato dai ricorrenti e al mutamento del regime della sosta gratuita dopo oltre vent’anni dalla regolamentazione originaria. Da qui l’accoglimento della domanda cautelare e la sospensione dei provvedimenti impugnati.
Nel merito, la discussione si sposterà a ottobre, anche se è molto improbabile che la nuova amministrazione (si vota tra 10 giorni) non intervenga prima per azzerare e rimodulare tutto. Ma intanto il nuovo piano parcheggi, uno dei provvedimenti più contestati degli ultimi mesi a Tropea, resta fermo. E con esso torna al centro il nodo che ha alimentato le proteste, cioè il rapporto tra gestione della sosta, pressione turistica e vita quotidiana di chi in quelle strade abita o porta avanti un’attività commerciale.

