I 44 alunni della scuola Giovanni Pascoli di Capistrano, stamane, si erano recati regolarmente a lezione. Solo quanto i collaboratori scolastici hanno aperto le finestre delle aule che si affacciano sul retro dell’edificio hanno fatto l’amara scoperta: il muro di cinta e il marciapiede perimetrale della struttura non c’erano più. Ridotti a un cumulo di pezzi di cemento e inferriate contorte. Così, contattate le famiglie e con l’ausilio di un pulmino comunale, tutti i bambini e i ragazzi di questo plesso sono stati riportati a casa. Ora si ragiona su dove ricollocare le aule. «La struttura non ha subito danni per fortuna - dice il sindaco Marco Martino -, ma è chiaro che in queste condizioni non si può tornare in classe».

Una situazione che piega un territorio già fragile. «Dopo l’alluvione del 2018 - aggiunge Martino - siamo di nuovo colpiti e allo stremo. Tutti i lavori fatti ci vengono puntualmente portati via dal maltempo. Ora, per gestire questa nuova emergenza, ci siamo attivati per reperire altre strutture idonee sul territorio dove trasferire gli alunni».

E il maltempo non ha risparmiato l’entroterra della provincia di Vibo Valentia dove le abbondanti precipitazioni hanno letteralmente messo in ginocchio il sistema viario, accrescendo il rischio isolamento di intere comunità. A Capistrano un significativo crollo ha interessato anche una scuola primaria.

Una frana che non era prevedibile secondo il sindaco. «Non avevamo chiuso le scuole visto che c’era un’allerta gialla ma, una volta appresa la notizia, abbiamo immediatamente emesso un’ordinanza di chiusura in via cautelativa e abbiamo messo a disposizione lo scuolabus per il ritorno a casa dei ragazzi». Martino non nasconde però la gravità della situazione: «Cerchiamo di non piangerci addosso ma ci sarebbe davvero da piangere. Abbiamo un territorio che continua a franare, abbondanti piogge che ci colpiscono ormai da mesi, tanti interventi da fare ai quali si aggiunge ora questo sulla scuola, che sarà un intervento davvero costoso. A questo proposito ci appelliamo alla Regione Calabria e al presidente Occhiuto: ci serve una mano perché un Comune piccolo come il nostro ha necessità di essere aiutato per lavori di risanamento che possano garantire il diritto allo studio per i nostri giovani».

Il ciclone Jolina ha colpito duro in tutto l’entroterra vibonese. A San Nicola da Crissa, frane e smottamenti sono arrivati fin dentro il centro abitato. Le principali strade di collegamento sono quasi completamente chiuse al traffico. Il paese di 1200 anime, già provato dallo spopolamento, ora rischia il totale isolamento.

«Più che isolati siamo letteralmente sequestrati - dice il sindaco Giuseppe Condello -. Non riusciamo a raggiungere i punti cruciali: l’ospedale, l’autostrada, le stazioni ferroviarie. Tutte le strade provinciali hanno subito seri danni e anche qualche strada comunale, con tantissimi disagi per i cittadini».

Per Condello questa situazione rischia di diventare la nuova normalità. «Andiamo sempre di più verso un clima da paese tropicale: di fronte a questo scenario non si può continuare ad intervenire con soluzioni ordinarie ma bisogna fare una programmazione coordinata che consenta di evitare questo tipo di situazioni. Se pensiamo che nel giro di un mese la Calabria ha affrontato cinque cicloni e che, come hanno detto ieri il capo della Protezione civile Costarella e il presidente della Regione Occhiuto, avremo nuove difficoltà fino ad aprile, questo la dice lunga su quello che deve essere l’approccio alla problematica».

Con l’ex Statale 110 interessata da lavori e chiusa al traffico e gli smottamenti che hanno interessato la provinciale per Capistrano, per raggiungere il paese da Vibo e viceversa bisogna muoversi in direzione Vazzano-Vallelonga, lungo un tortuoso percorso sul quale non mancano disagi dovuti ai cantieri della Trasverale delle Serre e ai tanti mezzi pesanti in transito. La circolazione, stamane, è stata interdetta anche lungo la provinciale 54 per Filogaso. Qui, tante frane lungo il percorso, grosse pietre in strada e, nel tratto di fondo valle, una grossa frana con diversi alberi d’alto fusto crollati sulla carreggiata hanno reso necessario l’intervento dei mezzi pesanti dei vigili del fuoco.