Scegliere di diventare un volontario negli hospice è voler dare valore ad ogni istante, fino all'ultimo respiro. Lo sa bene Alessandra Cavallaro , che dopo aver accompagnato i suoi genitori fino alla fine della vita nell'Hospice di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, nel Catanzarese, ha deciso di donare il suo tempo anche agli altri diventare volontaria. E' stata lei stessa a raccontare la sua esperienza nel corso dell'incontro "la scintilla della vita" nella Parrocchia di San Giovanni Battista a Montepaone, introdotta dalle parole del parroco don Salvatore Varano.


«Io purtroppo ho avuto ricoverati sia mia mamma e poi mio papà, e stando lì con loro ho sperimentato la solitudine di tanti pazienti che probabilmente provenivano da più lontano. Così nel mio piccolo, cercavo di dare un sorriso, una caramella, una preghiera - racconta Alessandra -. Dopo la mancanza di entrambi i miei genitori nel giro di un anno, ho deciso che avrei intrapreso questo percorso di volontariato e voglio farmi portavoce perché è importante sensibilizzare quanta più gente possibile. Vorremmo infatti entrare nelle scuole, parlare agli studenti degli istituti superiori e tramite loro arrivare anche ai genitori».

«Ci ​​si approccia a questo tipo di volontariato in punta di piedi, con un linguaggio del corpo adeguato, con un atteggiamento di apertura, di ascolto. Per questo è necessario prepararsi attraverso un percorso di formazione che è fondamentale perché le cure palliative ancora non sono molto conosciute e inglobano sia il paziente, che noi chiamiamo sempre per nome perché non lo vogliamo definire malato, ma anche la sua famiglia, per dare un sostegno sia sanitario che psicologico ed esistenziale, e per dare dignità fino all'ultimo respiro. Si può essere volontario non solo dentro gli hospice - aggiunge -, perché capisco che è un'esperienza forte , ma lo si può fare anche fuori, organizzando eventi come questo, si può fare l'uno e l'altro. L'importante è donare con il cuore un pò di tempo, un sorriso, un pò di conforto a chi piano piano si sta spegnendo. Questo è oggi il nostro intento: far capire l'importanza delle cure palliative, e anche il ruolo del volontario nell'hospice che collabora con tutta l'equipe della struttura».


Una testimonianza di altruismo e generosità che ha accompagnato una più ampia riflessione su origine e fine vita, su iniziativa della biologa Maria Tropiano partendo dal quesito chiave cos'è la vita: « questa è una domanda troppo difficile alla quale noi esseri umani non possiamo rispondere - commenta la professionista - perché la vita è sacra, la vita è Gesù, ce lo dice nel Vangelo quando dice "io sono la via, la verità, la vita", e allora bisogna rispettarla in ogni sua fase e in ogni sua forma».