Un’arte densa di impegno civile e sensibilità universale. Un tratto inconfondibile, che interpreta la complessità del suo tempo e lo traduce in forme e segni che interrogano e suscitano emozioni. Antonio La Gamba, artista vibonese di chiara fama, celebra 50 anni di carriera con una nuova monografia, edita da Rubbettino, condensando il meglio della sua produzione in un volume che diventa esso stesso un’opera artistica.

L’apprezzato artista vibonese ha raccolto le sue opere più rappresentative in un volume che ripercorre la sua lunga attività, sempre caratterizzata da un forte impegno civile e da uno sguardo sui drammi dell’umanità.

Frutto di un lavoro di selezione e sintesi che ha attinto ad un vastissimo catalogo di opere realizzate con un’incredibile varietà di materiali, impreziosito da immagini e testi sui momenti più significativi della sua lunga carriera, il volume si presenta con una copertina senza nome, «per riconoscere l’artista dall’opera». Una scelta che già segnala un preciso approccio artistico ed umano.

Il titolo, che compare solo all’interno del volume, “All’arte, amicizia e amore”, richiama la sua prima mostra a Milano. «Queste parole hanno ancora un significato per me e dunque mi è sembrato giusto mantenere questa linea» spiega La Gamba. «Sono passati 20 anni dall’ultima monografia, realizzata in occasione della mostra antologica a Palazzo Gagliardi a Vibo. Questa nuova raccolta, condensa una selezione del mio lavoro e ha comportato una valutazione abbastanza complessa. Anche per questo la monografia è diventata un momento di sintesi, di scelta. Un modo per dire a me stesso cosa avevo combinato in questi anni».

Uno sguardo, il suo, sempre rivolto a ciò che avviene nel mondo. «Sicuramente un artista che lavora con la sua sensibilità non può chiudere gli occhi. Nelle ultime pagine della monografia ho inserito un mio dipinto di 50 anni fa sulla guerra in Vietnam: credevo che 50 anni sarebbero stati sufficienti a portare il mondo verso una situazione migliore. Oggi, come artista, non riesco a guardare le immagini televisive che mostrano quello che succede a Gaza, in Ucraina, in tutti quei paesi del mondo in cui bambini vengono massacrati e uccisi. Come uomo e come nonno mi sento abbattuto e umiliato e faccio di tutto perché il mio lavoro dia un piccolo piccolissimo segno di speranza. Poi vedere quest’umanità disperata che arriva senza vita sulle nostre spiagge, e pensare che quel dramma lo si vuole nascondere e non far vedere alla popolazione, mi indigna e mi fa star male».

Il suo rapporto con l’arte è totale. «Mi definisco il perito chimico più felice al mondo di non aver fatto… il perito chimico. Questo non è un lavoro, è la mia vita. Chi, come me, ha avuto la fortuna di avere amici come Nik Spatari, Angelo Savelli, Nino Forestieri, e di aver imparato anche da chi non ha conosciuto, come Enotrio, che mi ha molto ispirato, dopo tutto quello che ha ricevuto non può non mettersi a disposizione».

Nella sua bottega di Pizzo arrivano scolaresche e giovani artisti in cerca di consigli e ispirazione. «È un rapporto di crescita reciproca, perché è vero che tu insegni loro ma non sai quanto loro insegnano a te. Sto facendo un corso rivolto a ragazzi diversamente abili che mi stanno dando davvero tanto».

Le opere di La Gamba rappresentano, ormai, anche elementi del panorama urbano in molti centri abitati. È la dimensione pubblica dell’artista vibonese. «Come una vecchietta che mette un vaso di fiori in strada e l’abbellisce, così penso che l’artista debba donare la sua opera, in modo che quel luogo abbia una sua identità, una sua bellezza, una sua armonia».