Mai inaugurata e ripulita nelle scorse settimane, sarà accessibile solo questa mattina dalle 9 alle 13, dopo essere rimasta in stato di abbandono dalla chiusura del cantiere avvenuta lo scorso anno
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"Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare". A Reggio Calabria assume un valore speciale questa edizione 2026 delle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione Europea e coordinate in Italia dal ministero della Cultura.
Finalmente aprono al pubblico anche gli scavi di piazza Garibaldi, nel centro storico della città.
L’evento si snoda su due giorni, oggi e domani, ma solo questa mattina dalle 9 alle 13, senza alcuna necessità di prenotazione, il personale della Soprintendenza accoglierà visitatori e visitatrici che vorranno scendere fino alla base dell'antico edificio templare, già visibile dalla ringhiera dal luglio del 2025, entrando nell’area, seguendo il percorso tracciato già dallo scorso anno e avvicinandosi così ai reperti.
L'area, rimasta in stato di completo abbandono dalla chiusura del cantiere l'estate dello scorso anno, mai inaugurata, è stata ripulita nelle scorse settimane e adesso figura tra le aree archeologiche visitabili in occasione di questi due giorni dedicate alla riscoperta del patrimonio culturale del territorio.
L'intervento denominato “Messa in sicurezza scavi piazza Garibaldi, 1° stralcio – Valorizzazione e fruizione resti archeologici”, finanziato dal Comune di Reggio Calabria e seguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia (con Michelangela Vescio direttrice dei lavori e progettista con Giuseppina Vitetta), conclusosi l'estate dello scorso anno, ha lasciato emergere il tempio di età Augustea, forse di prima età Giulio Claudia, dunque dei primissimi decenni del I secolo d.C.. Una scoperta che ha qualificato il sito come quello in cui, un tempo, sorgeva l'area sacra della città antica e che ha documentato la presenza di stratificazioni che attraversano oltre due mila anni di storia.
Il primo intervento di valorizzazione e messa in sicurezza ai fini della fruizione è stato segnato da stalli, impasse e ritardi. La chiusura ufficiale del cantiere, e dunque la fine dei lavori finanziati, risalgono già nell'estate dello scorso anno. Da allora, però, l'area, che avrebbe dovuto essere aperta al pubblico come da progetto, è stata lasciata in preda al degrado e all’inciviltà. Gli scavi, per quanto già visibili dalla ringhiera, prima di oggi non sono stati mai accessibili al pubblico dalla fine del primo suddetto intervento.
L'area di assoluto pregio, in pieno centro storico di Reggio, senza una gestione che ne garantisca la salvaguardia o una manutenzione costante, che è in capo al Comune, rischiando di tornare ad essere degradata da rifiuti gettati al di là della ringhiera, come avvenuto in questo anno di abbandono.
Mentre ancora si è in attesa di capire qualche sarà il destino di questi scavi, se aperti stabilmente o solo occasionalmente come nella mattinata di oggi, l'area sarà interessata da altre indagini archeologiche. La soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia ha comunque lavorato alla progettazione di fattibilità per l'intervento finanziato dal Mic con un importo (dunque non perduto) di 400 mila euro che approfondirà l'antico muro greco.
Gep 2026: il programma
Dalla sinergia tra Soprintendenza e Comune di Reggio discende un programma che unitamente alla mattinata nell'area archeologica di Piazza Garibaldi, prevede anche la possibilità di visita di Terme Romane, Mura greche, Odeion, Ipogeo di Piazza Italia, questi aperti non solo stamane dalle ore 9 alle ore 13 ma anche nel pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 20, e domenica mattina, dalle ore 9 alle ore 13. Esposizioni, incontri, conferenze e laboratori sono previsti anche presso l'Archivio di Stato e presso il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. A Palmi, in collaborazione con il Comune, domani presso il Parco archeologico dei Tauriani (e in caso di condizioni meteo avverse, l’evento si svolgerà presso la chiesetta di San Fantino, a Taureana), alle ore 18, il Movimento Culturale San Fantino e BRIA – Byzantine Route, promuove la conferenza “Ridisegnare l’invisibile: proporzione, geometria e tecniche di trasposizione negli affreschi della cripta di San Fantino a Taureana di Palmi".





