Con “Profondità di superficie” l’artista esplora identità, emozioni e sperimentazione. Tra cromie travolgenti e riferimenti storici, la sua pittura diventa strumento universale di espressione e trasformazione
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Nella prefazione di ‘Profondità di Superficie’ dell’artista calabrese Mimmo Legato si legge: «Le differenze intercambiabili tra superficie e profondità animano l'arte di Mimmo Legato. Il disvelamento in profondità del suo lavoro è il merito più evidente dell'arte di Mimmo Legato. Forgiatore di paradossi, cantore di un ordito poetico illusorio, immaginifico, dove la grandezza dell'illimitato e dell'indefinito connotano in maniera travolgente, all'interno di spazi pittorici anticonformisti, una scomoda presenza, esteriormente inanimata, costruita da voci inesplorate». Lo abbiamo intervistato.
Chi è Mimmo Legato, volendo immaginare prima di tutto l'artista?
«Se vogliamo rispettare i codici della visione identitaria, ritengo che sia l'uomo che l'artista viaggiano intorno al mondo dei sensi, una sorta di "delirio" della poetica estetizzante e dell'arte-vita. L'artista è creatore e artefice delle condizioni sociali e comportamentali. Quel processo di universalizzazione in cui viene esplorato l'uomo, la bellezza cosmica e le sue contraddizioni terrene».
Fernando Miglietta, uno dei protagonisti della cultura e dell'arte del nostro paese scrive: "Mimmo Legato, trasportato dall'onda tumultuosa della libertà dell'arte, è già al di là del cielo. Il temerario condottiero cerca ancora la sua figura ombra che vive "dentro e fuori" di noi." Trovata la figura ombra?
«Miglietta, da teorico dottrinale, intravede con acutezza nel mio lavoro quella costante che si nutre del visibile e dell'invisibile. Una forma pittorica eccitata dall'ignoto, che domina la scena pittorica e l'interiorità dell'artista. La figura ombra è inafferrabile e irraggiungibile, metaforicamente, ma presente nell'assenza, in quanto si scioglie nelle sue immersioni per poi riemergere trasfigurata ma espressiva, adornata dai suoi chiaroscuri e dalla natura immaginifica varcando l'iperuranio».
C'è una costante presenza figurativa nello spazio apparentemente astratto dell'arte di Mimmo Legato, uno spazio senza tempo in cui predominano colore e dinamismo formale. È sempre così?
«Lo spazio temporale è la vita dell'universo. Un campo in cui l'artista racconta un gesto pittorico nel quale si dispiegano folate cromatiche che volano, dialogando, nell'aria, modificando i cieli sconfinati, avvolgendo e costruendo l'altra forma. Si, il colore è l'attore principale della scena, colui che contorce la cifra stilistica e, sia come concetto che come struttura, raffigura l'impianto dell'opera».
Legato è protagonista del nostro tempo e delle sue contraddizioni, del suo continuo evolversi, alla ricerca del pensiero libero plurale dell'arte. Ma l'arte può essere una risposta ad un tempo così contorto e così amaro?
«Non esistono luoghi, paesi, stati, dove non esiste l'arte, se ci fossero morirebbero dissanguati. Perché L'arte è complessità, ma anche società, denuncia, comunicazione, provocazione. E' da 45 mila anni condizione del mondo. Ha dipinto i continenti, anticipando la storia. Per cui si tratta di un messaggio culturale potente e straripante. Unico strumento che può salvare il cosmo. Ed è importante essere partecipe per contribuire con la propria azione artistica ai cambiamenti positivi».
L'ultimo volume, profondità di superficie, da poco pubblicato, è un altro passo in avanti nella carriera di un artista straordinario che non conosce limiti e confini. Che cosa ci racconta con questo ultimo splendido volume?
«Ogni volume o monografia, racchiude sempre la ricerca e la sperimentazione creativa dell'artista, sia come espressione che come rappresentazione. "Profondità di superficie", analizza nei contenuti, l'identità dell'autore, eventi significativi, emozioni e riflessioni interiori, la storia della propria personalità pittorica, partendo dal vissuto. Nel titolo vi è la chiave di lettura: l'esplorazione del pensiero profondo e l'apparente onirico della superficie».
Il ruolo della storia come patrimonio di conoscenza nell'arte di Mimmo Legato.
«La storia è una sorta di schema temporale che connette passato, presente e futuro. Vi sono diverse periodizzazioni che hanno inciso in modo timbrico nel linguaggio del mio lavoro, acquisiti durante gli studi accademici: il Modernismo, le Avanguardie novecentesche, la Contemporaneità tra Informale e Concettuale. Ovviamente, innestando al primordiale una rivoluzione creativa, riconosciuta culturalmente, e visionaria del mondo, che caratterizza l'artificio sugli scenari dell'arte nazionale e internazionale».