Reggio Calabria, l’Università per stranieri “Dante Alighieri” esclusa dai fondi per la ricerca

La Regione ha destinato la somma di 4 milioni e mezzo di euro per i soli atenei statali. Il rettore Zumbo: «Continueremo a lavorare per crescere e chiariremo la questione nelle sedi opportune»

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di Anna Foti
14 maggio 2021
16:28

«L’Ateneo prende atto di quanto pubblicato e ormai in vigore. Potrò fare le mie valutazioni nelle sedi istituzionali deputate alla discussione senza commentare ulteriormente questo bando pubblicato dalla Regione. Questo quanto deciso di concerto con i docenti. Parlo, infatti, a nome dell’Ateneo e non a titolo personale. Non ho altro da aggiungere». Un disappunto espresso con grande garbo e compostezza dal professore Antonino Zumbo, rettore dell’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria, esclusa dalla possibilità di accedere ai fondi regionali per la ricerca destinati alle sole università Statali, Unical di Cosenza, Magna Grecia di Catanzaro e Mediterranea di Reggio Calabria.

Secondo questo invito, con cui il settore Ricerca, Innovazione e Alta Formazione della Regione ha posto a disposizione la somma di 4 milioni e mezzo di euro, l’ateneo non ha titolo per concorrere con propri progetti, pur essendo parte integrante del sistema universitario regionale, i cui rettori siedono insieme nel Comitato Regionale di coordinamento delle università calabresi Coruc.


Nessuna rassegnazione ma grande fermezza e determinazione nella consapevolezza del valore della Dante Alighieri di Reggio Calabria, università non statale legalmente riconosciuta dal Miur e, pertanto, sottoposta alla vigilanza dell’agenzia nazionale deputata ad assicurare la qualità del sistema dell'istruzione superiore e della ricerca. «L’Anvur ha recentemente certificato che l’ateneo è sano, disponendo un giudizio largamente positivo sul suo accreditamento e sui suoi corsi di studio. È un’università solida dal punto di vista finanziario, nonostante l’inerzia dei suoi fondatori. Da qui l’esortazione ai miei docenti e a tutto il personale amministrativo affinché continuino a lavorare come sempre fatto finora, senza distrarsi o scadere in inutili polemiche», ha sottolineato il rettore Zumbo.

Quella di Reggio Calabria è di una delle tre Università per Stranieri istituite in Italia. L'unica al Sud, unitamente a quella di Siena, a quella più antica di Perugia. Fu istituita a Reggio negli anni Ottanta, grazie all'impulso dell'onorevole Giuseppe Reale. Oltre un migliaio di studenti, di cui il 20% stranieri. Una più corposa partecipazione di studenti stranieri si registra nei mesi estivi quando, da America Latina (prevalentemente oriundi), Europa (Russia, Ungheria, Ucraina, Polonia), Africa Mediterranea (Egitto), in tanti arrivano a Reggio Calabria per seguire il corso di Lingua e Cultura Italiana della Scuola di Alta Formazione e Orientamento per Stranieri, punta di diamante dell'offerta formativa dell'università Dante Alighieri.

«La presenza di studenti provenienti da diversi paesi fa di questo ateneo una finestra sempre spalancata sul mondo, animata da fervidi scambi di culture, lingue e tradizioni. Un patrimonio collettivo, una fucina culturale in continuo fermento che pone Reggio Calabria al centro del Mediterraneo e oltre», ha sottolineato Pasquale Amatoprofessore di Storia presso l’università Dante Alighieri di Reggio Calabria.

Lungi dal voler alimentare, dunque, polemiche, nel pieno rispetto delle Istituzioni, dei ruoli e di atti già posti in essere, è proprio il Coruc, che dovrebbe riunirsi a fine mese, ad essere ritenuto dallo stesso rettore Zumbo l’unica sede deputata in cui dire la propria e fare chiarezza su questa esclusione.

«Con la Regione Calabria c’è un ottimo rapporto. Il contributo di sostegno alle università si è notevolmente ridotto nel tempo ma è una questione di bilancio. Godiamo del diritto allo studio e abbiamo interlocuzioni costanti e fruttuose con tanti funzionari qualificati che ringraziamo. Noi continueremo a lavorare per crescere come stiamo giù facendo e chiariremo la questione nelle sedi opportune», ha evidenziato ancora il rettore Zumbo.

«Ancorché esistenti delle motivazioni giuridiche per intraprendere un’azione legale e impugnare il bando, questo Ateneo non percorrerà mai la via della contrapposizione giuridica. La sede sarà quella del Coruc, lì diremo la nostra con grande determinazione e vedremo che strada si aprirà per il futuro», ha concluso il rettore Antonino Zumbo.

Giornalista
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