Rincari nonostante il taglio delle accise. L’associazione: «Escalation senza sosta che determina oggi per gli automobilisti un danno economico da quasi 9 euro a pieno»
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Salgono ancora i prezzi del carburante. I prezzi medi del gasolio viaggiano spediti in tutta Italia verso la soglia di 2,1 euro al litro e «a questo ritmo tra soli 4 giorni lo sconto sulle accise disposto dal governo sarà del tutto annullato dagli aumenti dei listini alla pompa, con i prezzi che, nonostante la minore tassazione, torneranno ai livelli pre-decreto». È quanto denuncia il Codacons.
La denuncia arriva anche dall’Unc. Osserva che secondo i dati Mimit rielaborati oggi il gasolio più caro, non considerando le autostrade, si vende a Bolzano con 2,063 euro al litro, al secondo posto la Valle d'Aosta con 2,057, medaglia di bronzo per la Sicilia con 2,051 euro. Il rialzo giornaliero più alto per la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia, dove un pieno di 50 litri costa 1 euro e 30 cent in più di ieri. Per la benzina vince la Basilicata con 1,773 euro al litro, medaglia d'argento per Bolzano con 1,767, poi la Calabria con 1,764 euro. Il rialzo maggiore in Friuli, +0,60 euro a rifornimento. La regione più virtuosa, sia per la benzina che per il gasolio, resta le Marche.
«Una escalation senza sosta quella dei carburanti che determina oggi per gli automobilisti un danno economico da quasi 9 euro a pieno - denuncia il Codacons - Rispetto ai prezzi in vigore prima del taglio delle accise da 24,4 centesimi, infatti, i listini del gasolio sono diminuiti solo di 6,6 centesimi, vanificando in buona parte l'intervento del governo e portando un pieno di diesel a costare quasi 9 euro in più».
Secondo l'associazione di difesa dei consumatori il vero allarme è che al termine della misura fiscale di riduzione delle accise che varrà solo per 20 giorni, e con l'applicazione delle accise normali, «il prezzo medio del gasolio, se i rialzi proseguiranno a questa velocità, schizzerà sopra i 2,5 euro al litro in tutta Italia».

