«Arrivano i primi segnali concreti dalle istituzioni nella vertenza aperta sul caro carburanti che sta mettendo in ginocchio i settori della pesca e dell'agricoltura». Lo afferma la Federazione armatori siciliani (Fas) rendendo noto di avere ricevuto una convocazione, nella sede di Catania dell'Assemblea regionale siciliana, da parte del presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno. L'appuntamento è fissato per 13 di oggi. È stata inviata a partecipare anche una delegazione della Cisal. Le due organizzazioni hanno minacciato uno sciopero da tenere il prossimo 1 maggio nello Stretto di Messina per protestare contro il caro carburanti.

«Un significativo segnale di apertura - aggiunge la Fas - è arrivato anche dal Governo nazionale che si è detta disponibile a ricevere una delegazione del comparto il 30 aprile per avviare un confronto diretto sulle criticità evidenziate e sulle misure richieste. Si tratta di sviluppi importanti che confermano la fondatezza delle istanze avanzate e la crescente attenzione istituzionale verso una crisi che coinvolge due pilastri fondamentali dell'economia del Mezzogiorno».

La Fas sottolinea che «resta al momento in fase di valutazione la mobilitazione annunciata per il 1 maggio nello Stretto di Messina, che potrebbe coinvolgere fino a 100 pescherecci provenienti da Sicilia e Calabria».

«La Federazione armatori siciliani - conclude la nota - ribadisce il proprio senso di responsabilità e la disponibilità a sospendere l'iniziativa qualora dagli incontri istituzionali emergano risposte concrete, immediate e coerenti con le richieste avanzate. La vertenza, tuttavia, rimane aperta e il comparto attende segnali chiari e interventi strutturali in grado di garantire la sostenibilità economica delle imprese».