Palazzo Chigi sta preparando il decreto con i ristori per Comuni, famiglie ed imprese. L’Abi: stop ai mutui. Si muovono l’Ue e la Banca europea per gli investimenti
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Il ciclone Harry ha causato danni per oltre due miliardi di euro e la conta non è ancora finita. Si aggrava il bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta su Calabria, Sicilia e Sardegna. La prima ricognizione ed il conto presentato lunedì dalle Regioni al Governo portava la cifra di 1,2 miliardi: la Sicilia ne aveva chiesti 700, la Calabria 300 e la Sardegna 200. Con il passare dei giorni, però, i numeri sono lievitati vista la gravità dei danni e la mole di interventi necessari per intervenire e per sostenere le popolazioni colpite. La situazione più drammatica è quella che riguarda Niscemi dove la frana che sta risucchiando il centro abitato è attiva ed è lunga 5 km. Ieri il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha formulato al Governo una nuova richiesta: 1,2 miliardi. La Regione ha già stanziato 90 milioni di fondi propri per i primi interventi, Palazzo Chigi ne ha stanziati 100 ed è a caccia delle ulteriori risorse. Calabria e Sardegna definiranno il piano di spesa nelle prossime ore.
Ieri la premier Giorgia Meloni ha chiesto ai suoi ministri di indicare le somme disponibili nei bilanci dei dicasteri. Si parla di 400 milioni entro marzo e di altri 600 entro giugno. Il prossimo Consiglio dei ministri, in programma il 4 febbraio, definirà il pacchetto di ristori destinati a comuni, famiglie e imprese. Previsti la sospensione per almeno sei mesi del pagamento dei mutui e degli adempimenti fiscali e contributivi e misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore privato. Il dicastero del Lavoro sta valutando l’attivazione della cassa integrazione unica emergenziale, misura introdotta nel 2023 dopo le alluvioni in Emilia-Romagna. Andrà a beneficio delle aziende che, ha detto ieri il ministro Calderone, «dovessero sospendere l’attività lavorativa oppure di ridurla».
L'Abi ha invitato «le banche a dare immediata attuazione alla sospensione dei mutui nelle regioni colpite dal maltempo» appena «i provvedimenti e le ordinanze istituzionali» saranno «pubblicati in Gazzetta Ufficiale» e «la Protezione Civile fornirà tutti i riferimenti per una piena applicazione della sospensione» dei pagamenti.
L’Europa c’è e attende a sua volta le iniziative del Governo. Il vicepresidente della Commissione, Raffaele Fitto, ha detto che l’Italia potrà presentare una richiesta al Fondo di solidarietà Ue e le Regioni colpite dal maltempo potranno «valutare modifiche dei propri programmi» rimodulando le richieste di finanziamenti a valere sui Fondi europei per le politiche di coesione. La Banca europea per gli investimenti ha dato disponibilità ad intervenire a sostegno delle imprese.
Dopo la presa di posizione del Pd, che con la segretaria nazionale Elly Schlein ha giudicato insufficiente l’impegno del Governo e ha chiesto di dirottare un miliardo del Ponte sullo Stretto alle aree colpite dal maltempo, è arrivato il no secco dei ministri Salvini e Tajani. «Il Ponte non si tocca - ha detto il numero uno della Lega - perché sono fondi per investimenti. Troveremo le risorse che servono per Sicilia, per Calabria e per Sardegna - ha concluso Salvini - ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero». Il ministro Tajani ha assicurato che nessuno sarà lasciato indietro. «Bisogna quantificare i danni, capire quanto serve e dove serve - ha detto Tajani - c'è una straordinaria mobilitazione del governo e i 100 milioni stanziati sono solo un intervento iniziale».





