L'Alleanza Atlantica invita Emirati Arabi, Qatar, Kuwait e Bahrein. Sicurezza internazionale, stabilità economica e crisi energetica al centro dei colloqui in programma a luglio in Turchia
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La guerra in Iran, la sicurezza e la stabilità internazionale e la crisi energetica e commerciale sono i temi di cui si discuterà al vertice NATO di Ankara, in programma il 7 e l’8 luglio. Per la prima volta ci saranno anche quattro Paesi del Golfo: Emirati Arabi, Qatar, Kuwait e Bahrein. Si tratta di una vera e propria svolta nei rapporti diplomatici e militari tra Medio Oriente e Alleanza Atlantica.
I temi in discussione
I temi in discussione alla riunione in programma in Turchia il 7 e l’8 luglio ruotano tutti attorno al conflitto in Iran. Teheran ha voluto allargare lo scontro ai Paesi vicini, “alleati” e “partner commerciali” del grande nemico Usa, colpendo le principali infrastrutture energetiche e chiudendo lo Stretto di Hormuz. La crisi che ne è scaturita, e che stiamo pagando tutti, sta avendo effetti disastrosi sull’economia mondiale.
I nodi da sciogliere
Il fallimento del piano Usa di “ispirare” una svolta politica in Iran costringe il mondo a fare i conti con una crisi di lunga durata. Ancora non si vede la fine del conflitto, mentre i suoi effetti stanno mettendo a rischio la stabilità economica di interi Stati. Non solo i bilanci dei governi, ma le finanze di famiglie ed imprese, con effetti preoccupanti sulla spesa e sul costo della vita e sulla produzione industriale. Al momento non se ne vede la fine.
I nuovi assetti geopolitici
Con il cambio degli assetti internazionali avvenuto negli ultimi decenni, i Paesi del Golfo si sono ritagliati un ruolo di primo piano. Ciò in forza di una maggiore centralità rispetto agli equilibri geopolitici globali. Una posizione conquistata soprattutto facendo leva sulle grandi risorse investite nei Fondi sovrani. Oltre ad essere tra i maggiori produttori di beni energetici (gas e petrolio), questi Paesi sono anche tra i maggiori investitori internazionali con partnership miliardarie nel campo dell’innovazione tecnologica e digitale, della ricerca e della cooperazione per lo sviluppo dei Paesi più poveri.
I Paesi del Golfo nell’Ici
Negli ultimi anni è cresciuta la presenza dei Paesi del Golfo nei principali forum multilaterali. Ne è un esempio la partecipazione di Emirati Arabi, Qatar, Kuwait e Bahrein all’Istanbul cooperation initiative (Ici), un progetto NATO avviato nel 2004. La conferenza promuovere la sicurezza regionale, la lotta al terrorismo e l'interoperabilità militare. Arabia Saudita e Oman partecipano ad attività selezionate nell'ambito dell'Ici. Emirati Arabi e Bahrein hanno partecipato a missioni NATO in Afghanistan nel 2011, nel 2014 e nel 2017.
Il peso strategico del Golfo
Il Golfo Persico è un crocevia di corridoi e di rotte commerciali marittime che dall’Asia arrivano fino al Mediterraneo, con strette connessioni e diramazioni marittime e terrestri nel continente africano. Una forte presenza, dunque, nei principali mercati globali. Il blocco dello Stretto di Hormuz è un problema molto serio. Di qui il crescente interesse della NATO ad affidarsi ai Paesi della regione e a richiederne un coinvolgimento, anche diplomatico, sempre maggiore. Emirati Arabi e Qatar si sono distinti proprio in ambito diplomatico facendo da mediatori e ospitando importanti round negoziali.
Il volume degli scambi commerciali
Il centro statistico del Consiglio di cooperazione del Golfo ha calcolato che nel 2025 il volume degli scambi commerciali con l’estero è stato pari a 1.600 miliardi di dollari, con un aumento pari al 7,4% rispetto all’anno precedente. Il livello più alto mai registrato. Le esportazioni hanno raggiunto quota 850 miliardi, mentre le importazioni hanno raggiunto i 750 miliardi. Le esportazioni non petrolifere - fertilizzanti, alluminio e acciaio in primis - sono cresciute del 22,5%.
I partner commerciali dei Paesi del Golfo
Cina, India, Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud sono i principali partner commerciali dei Paesi del Golfo con una quota complessiva pari al 47% degli scambi totali. Quelli con la Cina valgono 299 miliardi (18,8%). Il commercio con l’India tocca i 158 miliardi di dollari (9,9%), con il Giappone 114 miliardi (7,2%) con gli Stati Uniti 89 miliardi (5,6%) e con la Corea del Sud 88 miliardi (5,5%). Cina, Stati Uniti e India, sono nell’ordine i Paesi da cui provengono i maggiori volumi di importazione. In termini di esportazioni totali di merci i Paesi del Golfo sono al quinto posto a livello mondiale.

