Budget ridotti e spesa delle famiglie in calo per effetto delle promozioni delle scorse settimane e dello shopping natalizio. L’allarme lanciato da Codacons e Confesercenti
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Da oggi, venerdì 2 gennaio, nuova corsa agli acquisti favoriti dall’avvio dei saldi invernali. Si parte dalla Valle d’Aosta mentre da sabato sarà la volta di tutte le altre regioni ad eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano che attenderanno fino all’8 gennaio. I saldi invernali rappresentano un’ulteriore opportunità di risparmio per quanti hanno risorse contate e ristrette ed intendono approfittare delle offerte. A caccia delle ultime occasioni, le prime del nuovo anno, secondo il Codacons le famiglie italiane spenderanno circa 4,5 miliardi, con una spesa pro capite pari a 76 euro. Numeri in calo rispetto al 2024. Alle casse, dunque, non ci sarà la fila. Ne sono convinti Codacons e anche Confesercenti secondo cui le offerte attireranno clienti ma i numeri deluderanno le aspettative dei commercianti: gli acquisti importanti sono stati già fatti durante il Black Friday ed in molti casi approfittando anche delle pre-offerte in corso per via delle festività natalizie. Hi-tech, informatica e telefonia, abbigliamento e calzature ne hanno già beneficiato come accade ogni anno e nelle ultime settimane viaggi e cenoni hanno sottratto risorse alle spese di altro genere. Dopo gli acquisti effettuati a novembre e dicembre ci si ritrova dunque con meno soldi in tasca ed il primo appuntamento dell’anno in negozio, fisico o virtuale che sia, sarà all’insegna del contenimento.
Secondo il Codacons la propensione alla spesa risulta fortemente condizionata dagli aumenti registrati nel corso dell’anno su beni alimentari, energia e trasporti, lasciando poco margine agli acquisti non essenziali che, per l’associazione dei consumatori, anche nel 2025 «risultano in netta diminuzione rispetto ai livelli di spesa pre-Covid». «Non ci attendiamo alcuna impennata delle vendite. Far partire gli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno - spiega il Codacons - è una scelta quasi suicida, perché i portafogli degli italiani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni. A questo si aggiunge, quest’anno più che mai, l’effetto Black Friday: quattro giorni di sconti speciali che hanno spinto molti consumatori ad anticipare acquisti che tradizionalmente sarebbero stati effettuati durante i saldi. Infine - conclude l’associazione dei consumatori - a decretare la crisi delle vendite di fine stagione contribuisce in modo determinante il commercio online, che grazie a promozioni valide tutto l’anno continua ad attrarre un numero crescente di cittadini, sottraendo ulteriori quote di mercato ai negozi tradizionali».
Le stime di Confesercenti sono un po’ più alte. Circa 6 miliardi di spesa ed un budget superiore ai 90 euro pro capite. Acquisti comunque in diminuzione per effetto delle vendite promozionali anticipate, che di fatto molte normative regionali vietano nei 30 o 45 giorni precedenti alle vendite fine stagione. «Soprattutto nella moda - avverte Confesercenti - offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela che invitano a partecipare a “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” e “exclusive sales”. Molte etichette, ma la sostanza è la stessa: offerte promozionali che anticipano la data ufficiale di avvio dei saldi». Gli acquirenti sono naturalmente di tutt’altro avviso potendo beneficiare di diversi periodi dell’anno per fare spese approfittando del ribasso dei prezzi che in alcuni casi superano anche il 50%.



