I dati di Confartigianato Calabria. Cresce la domanda di under 30 ma cala la disponibilità: «Il ricambio generazionale è una priorità assoluta per la continuità e competitività delle nostre imprese»
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Il tessuto produttivo calabrese si trova davanti a un passaggio cruciale che non ammette più rinvii: senza un adeguato ricambio generazionale, artigianato e micro e piccole imprese rischiano di non avere futuro.
È quanto evidenzia il report dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, che segnala una difficoltà sempre più marcata nel trovare personale, in particolare giovani, in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dal progressivo restringimento della forza lavoro disponibile.
Artigianato in Calabria, i numeri
In Calabria il comparto artigiano conta 51.383 addetti, pari al 17,7% dell’occupazione complessiva, e genera il 7,9% del valore aggiunto regionale.
Eppure, a fronte di 13.220 ingressi programmati nel 2025, ben 6.840 risultano di difficile reperimento, pari al 51,7% del totale, un dato superiore di oltre 7 punti rispetto alla media generale.
Il problema si aggrava quando si guarda ai giovani: su 3.510 figure under 30 ricercate, oltre la metà – il 56,1% – è difficile da trovare.
Una dinamica che si inserisce in un quadro demografico critico: nei prossimi 25 anni è previsto un aumento del 17,2% degli over 65 e una riduzione del 32,5% degli under 35, con effetti diretti sulla disponibilità di manodopera.
Negli ultimi dieci anni, inoltre, si è registrato un vero e proprio squilibrio generazionale: gli artigiani over 55 sono cresciuti del 44,4%, mentre gli under 35 sono diminuiti del 52%.
In questo scenario, la domanda di giovani cresce ed è sempre più strategica. Nel 2025 gli ingressi di under 30 rappresentano il 26,6% del totale, in aumento rispetto al 2021, a differenza di quanto accade nel resto del mercato del lavoro, dove la quota giovanile è in calo.
Le imprese cercano soprattutto figure tecniche e operative: muratori, elettricisti, meccanici, autotrasportatori, idraulici, acconciatori ed estetisti. Profili essenziali per il funzionamento del sistema produttivo, ma sempre più difficili da reperire.
«Questi dati – afferma il presidente di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti – descrivono una situazione che non può essere sottovalutata. Siamo di fronte a un problema strutturale che riguarda il futuro delle nostre imprese. Il ricambio generazionale – prosegue – non è una questione teorica, ma una necessità concreta. Senza giovani rischiamo di perdere competenze, continuità e capacità produttiva. E questo significa mettere in discussione la tenuta del sistema».
Ascioti sottolinea anche un paradosso: «Le imprese sono pronte ad assumere, investono in formazione e spesso trattengono il personale anche in fasi di calo produttivo pur di non perderlo. Ma non trovano le risorse umane necessarie. Questo è un segnale chiarissimo che deve interrogare la politica».
Da qui la richiesta: «Servono politiche attive del lavoro più efficaci, un rafforzamento della formazione professionale e un collegamento reale tra scuola e impresa. Attrarre e integrare giovani nelle imprese non è solo una risposta alla carenza di manodopera. È una scelta strategica per garantire innovazione, competitività e futuro. Senza un intervento deciso, il rischio è quello di compromettere definitivamente il tessuto produttivo della Calabria».

