Novità in arrivo per l’olivicoltura italiana. Il Governo ha definito un corposo programma di finanziamenti quinquennale da 475 milioni di euro. A metà febbraio la bozza del piano sarà discussa in conferenza Stato-Regioni. È quanto ha annunciato il sottosegretario all'Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra. L’obiettivo è l’aumento della produzione: il ministero punta ad un 25% in più nei prossimi 5 anni. Per sostenere il programma di finanziamenti il Governo incrementerà il fondo nazionale per l’olivicoltura: 300 milioni arriveranno da ColtivaItalia (50 milioni per il 2026 ed altrettanti per il 2027 e 200 milioni per il 2028. A questi si aggiungono 175 milioni di fondi europei, 35 milioni di impieghi all’anno. Si punta a sostenere le produzioni ma anche a recuperare terreni e uliveti abbandonati e a combattere le fitopatie, prima tra tutte la Xylella che sta creando molti danni al settore.

«Il Piano olio nazionale - ha sottolineato il sottosegretario all’Agricoltura, La Pietra - rappresenta la volontà di ottimizzare tutte le risorse europee, nazionali e regionali sperse in mille rivoli, indirizzandole su obiettivi condivisi». L’Italia è dopo la Spagna il maggior produttore ed esportatore europeo. Nel 2024 i commerci con l’estero sono cresciuti del 43% e si prevede un incremento di produzione pari a 300mila tonnellate in più nel biennio 2025/26. Seicentomila aziende italiane coltivano 1,1 milioni di ettari di terreno, con oltre 500 cultivar censite, e danno lavoro, tra diretto ed indotto, a circa 160/190mila persone. Il varo del programma olivicolo quinquennale è una buona notizia anche per i coltivatori calabresi. La nostra regione è la seconda produttrice italiana, dopo la Puglia, con circa 40mila tonnellate, il 22% del totale. Le aziende del comparto occupano 184mila ettari di terreno, il 17% della superficie nazionale destinata a queste colture, con 33 tipologie autoctone di ulivi. Le aziende sono 80mila ed i frantoi 1.126. La Calabria vanta 1 olio Igp e 3 Dop a marchio Ue. Il valore stimato della produzione olivicola regionale è di poco superiore ai 250 milioni di euro. Negli ultimi anni si è registrato un ritorno dei giovani alla terra: molti imprenditori di seconda e terza generazione hanno ripreso in mano le aziende di famiglia e rilanciato le produzioni. Oggi quello olivicolo è uno dei comparti agricoli calabresi in maggiore crescita. Il settore è alle prese con varie problematiche, dalle fitopatie all’invasione di olive e di olio a basso prezzo proveniente da altri Paesi. Il piano di finanziamenti del Governo servirà a dare nuova linfa anche alle imprese calabresi e ad incrementare le esportazioni, vera leva per lo sviluppo del comparto.