Il Mezzogiorno continua a crescere più di altre aree del Paese grazie soprattutto agli investimenti pubblici. Pnrr e Zes danno alle imprese opportunità di programmazione e sostegno al credito. Lo dice il Check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e SRM. Nell’ambito del Pnrr al Mezzogiorno sono stati destinati 53,2 miliardi di finanziamenti, il 38% del totale.

I progetti sono 111mila ma la quota di pagamenti a 4 mesi dalla chiusura del piano sono fermi al 31%. Le dinamiche positive generate dal Piano si scontrano con i ritardi accumulati. Confindustria avverte che i rischi riguardano la gestione dei progetti, il dopo Pnrr. I tempi non rispettati sono una costante.

Lo stato di attuazione dei programmi regionali 2021-2027 risulta in netto ritardo: in Calabria lo stato di avanzamento del Fesr da 2,4 miliardi è al 6,8% mentre quello del Fse+ da 654,5 milioni è all’8,1%. Sugli accordi per la coesione dopo l’Abruzzo con il 21,2%, la Calabria con il suo 13,4% viaggia meglio di tutte le altre regioni. Il programma vale 1 miliardo e 787 milioni. L’attuazione dei progetti è in ritardo, soprattutto quelli infrastrutturali.

La bilancia commerciale e l’occupazione 

Nella nostra regione crescono le vendite all’estero ma la bilancia commerciale ha un saldo negativo pari a 174 milioni di euro: le importazioni (910 milioni) sono maggiori delle esportazioni (736 milioni). Insieme a Basilicata e Campania, la Calabria è la regione del Sud che cresce di più in termini di occupati: nel 2025 sono 559mila, 16mila in più rispetto al 2024 (+2,9%).

La Zes: opportunità per le piccole imprese  

Le imprese calabresi hanno chiesto crediti di imposta per la Zes unica pari a 287,7 milioni di euro. Il 60,4%, quindi 173,7 milioni è stato riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, un ulteriore 14,6%, 42,1 milioni, quale credito aggiuntivo dalla legge di bilancio. La maggior parte delle richieste sono arrivate dalle piccole (47,1%) e dalle medie imprese (24,3%). Le grandi imprese rappresentano solo l’11,4% dei beneficiari del credito di imposta. Nella nostra regione la Zes conta 53 autorizzazioni uniche del valore complessivo di 600 milioni e 678 occupati, il 3,6% in più rispetto al 2024. La Calabria è prima al Sud in termini di investimenti medi con 11,3 milioni, mentre nelle altre regioni del Mezzogiorno sono invece pari a 5,9 milioni. Si ritrova invece su posizioni arretrate quando si calcola la ricaduta occupazionale media per ciascuna autorizzazione unica concessa: il 12,8% contro il 32,6% della Basilicata. I numeri di Confindustria evidenziano che le prime tre filiere, agroalimentare, elettronica & Ict e made in Italy tradizionale rappresentano complessivamente oltre il 50% delle autorizzazioni. Il settore agroalimentare ne assorbe il 23%, seguito dal settore hi-tech con il 14%.

Una strategia per il Sud e per il Paese

«Per consolidare la fase di crescita e trasformarla in sviluppo strutturale - dice Natale Mazzuca, vicepresidente di Confindustria per le Politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno - è necessario garantire certezza delle regole, continuità degli strumenti e coerenza delle politiche, in una visione di medio-lungo periodo. È cruciale preservare e rafforzare strumenti che stanno funzionando, a partire dalla ZES unica Mezzogiorno e affrontare nodi ancora aperti come la capacità di attrarre grandi imprese, il rafforzamento delle filiere innovative, il riequilibrio territoriale degli investimenti e la costruzione di una strategia chiara per la fase post-Pnrr. Solo così, anche avvalendosi del contributo del partenariato economico e sociale - conclude - sarà possibile consolidare il “Fattore Mezzogiorno” a beneficio del Sud e del Paese».