VIDEO – Il presidente regionale Giovanni Malara presenta sette proposte rivolte ai futuri amministratori: rigenerazione urbana, lotta alla povertà energetica, servizi più efficienti e sostegno a cittadini e attività produttive
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La casa come punto di partenza per ripensare Reggio Calabria. Non soltanto edilizia, immobili o pratiche burocratiche, ma qualità della vita, quartieri, servizi, energia, commercio e rapporto tra cittadini e istituzioni. È attorno a questo concetto che Confabitare Calabria ha costruito un documento programmatico destinato ai candidati sindaco e ai futuri amministratori della città.
Sette punti, un orizzonte triennale e una proposta che prova a spostare il dibattito elettorale su questioni quotidiane, spesso percepite come secondarie, ma capaci di incidere profondamente sulla vita delle persone. A illustrarlo è il presidente regionale dell’associazione, l’architetto Giovanni Malara, ospite dello speciale elettorale di "A tu per tu" de ilReggino.it.
«La nostra politica è la casa», afferma subito Malara. Un’espressione che sintetizza il senso dell’intero progetto. Confabitare Calabria sceglie infatti di muoversi fuori dalle dinamiche partitiche tradizionali, proponendo invece un documento operativo che affronta il tema dell’abitare in tutte le sue sfaccettature: dalla rigenerazione urbana alla povertà energetica, fino alla semplificazione amministrativa e alla tutela del patrimonio immobiliare.
Il programma nasce da un’analisi delle criticità che ruotano attorno al patrimonio edilizio pubblico e privato e al rapporto tra utenti ed ente comunale. Un lavoro costruito, spiega Malara, partendo dall’ascolto quotidiano dei cittadini e dei proprietari immobiliari. «Noi siamo il tu per tu con i proprietari immobiliari. Ogni giorno raccogliamo problematiche, lamentele, difficoltà. Molte diventano casi studio».
La filosofia che attraversa l’intero documento è quella degli interventi concreti e misurabili. «Non vogliamo fare la scala per salire sulla Luna. Vogliamo risolvere piccoli problemi». Una frase che restituisce il taglio scelto da Confabitare Calabria: meno grandi annunci, più attenzione a ciò che condiziona realmente la vivibilità urbana.
Il primo nodo affrontato riguarda la rigenerazione urbana. Un concetto spesso legato a grandi opere o trasformazioni radicali, che qui assume invece una dimensione diversa. «Parliamo innanzitutto di eliminare il degrado», spiega Malara. L’attenzione si concentra sugli immobili abbandonati, sugli spazi lasciati al deterioramento e su quegli edifici che finiscono per diventare elementi di impoverimento urbano.
L’idea è costruire percorsi di recupero che coinvolgano sia il patrimonio pubblico sia quello privato, con progetti destinati all’ospitalità turistica e all’housing sociale in una versione moderna e inclusiva. Un approccio che lega direttamente il tema della casa allo sviluppo economico e alla capacità attrattiva della città.
Nel documento elaborato dall’associazione si sottolinea come il patrimonio immobiliare rappresenti una delle principali infrastrutture materiali e sociali di Reggio Calabria. Quando viene valorizzato produce qualità urbana, investimenti e occupazione; quando resta inutilizzato o degradato genera insicurezza percepita, perdita di attrattività e ulteriore contrazione demografica.
Accanto alla rigenerazione urbana emerge poi il tema della povertà energetica, considerato uno degli aspetti sociali più urgenti. «Il costo dell’energia oggi pesa su tutto», osserva Malara. Da qui la proposta di incentivare comunità energetiche diffuse e modelli di consumo condiviso, capaci di ridurre l’impatto economico sulle famiglie e migliorare la sostenibilità dei quartieri.
«Sembrano concetti complessi quando vengono raccontati in termini tecnici, poi nell’applicazione diventano strumenti normali di gestione della società». Una riflessione che si collega a un altro elemento centrale del programma: la necessità di accompagnare cittadini e imprese dentro procedure più semplici e comprensibili.
Ed è proprio sulla semplificazione amministrativa che il confronto entra nel terreno più concreto. Malara racconta l’esperienza quotidiana di chi deve affrontare pratiche apparentemente banali, come una voltura idrica, e si ritrova intrappolato tra uffici diversi, documenti mancanti e tempi lunghissimi. «Molte volte basta un dettaglio assente per dover ricominciare tutto».
Per questo Confabitare propone sportelli unificati e canali qualificati tra cittadini ed ente comunale, capaci di effettuare una sorta di pre-istruttoria delle pratiche. Un sistema che, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe alleggerire il carico burocratico e ridurre tempi morti e disorientamento.
Lo stesso principio viene applicato alle attività produttive. «Molti rinunciano ancora prima di iniziare», racconta Malara parlando di chi vorrebbe investire o aprire un’attività commerciale. Procedure frammentate, tempi incerti e difficoltà di interlocuzione con gli uffici finiscono spesso per scoraggiare iniziative economiche e accesso ai finanziamenti.
Da qui la proposta di strutturare conferenze dei servizi permanenti, capaci di offrire tempi certi e un monitoraggio continuo dell’iter amministrativo. Un’impostazione che guarda anche alle prassi europee, soprattutto sul piano della verifica e del controllo dei risultati.
Il documento prevede infatti tavoli permanenti di concertazione, verifiche annuali e strumenti di monitoraggio destinati a correggere eventuali criticità durante il percorso amministrativo. «Il monitoraggio serve soprattutto come prevenzione», osserva Malara. «Ti permette di capire cosa correggere mentre il processo è in corso».
Sul fondo resta una convinzione precisa: il tema della casa non riguarda soltanto il patrimonio immobiliare. Coinvolge il commercio, il turismo, l’energia, la tenuta sociale dei quartieri e il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Una rete di questioni che, secondo Confabitare Calabria, può diventare una leva per riorganizzare la città e rilanciarne l’economia.
Un documento che adesso verrà sottoposto ai candidati sindaco e che prova a portare nel confronto elettorale una discussione costruita attorno ai problemi quotidiani delle persone, alle procedure che rallentano la vita urbana e alla necessità di trasformare l’abitare in una vera strategia di sviluppo.

