L’accordo raggiunto ieri tra Governo e associazioni degli autotrasportatori ha scongiurato lo sciopero di 5 giorni indetto dalle imprese. Palazzo Chigi ha prorogato lo sconto sui carburanti, anche se per il gasolio in misura inferiore rispetto all’ultimo decreto: il taglio passa, infatti, da 24,4 a 12,2 centesimi al litro. Il decreto sarà in vigore fino al 6 giugno.

Trecento milioni di aiuti al comparto

Il Governo ieri ha stanziato 300 milioni: la quota comprende 100 milioni previsti nel precedente decreto di prorogaLo sciopero è sospeso in attesa del decreto attuativo con le nuove misure a sostegno del comparto, tra i più colpiti dalla crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente. Palazzo Chigi, in particolare, ha assicurato tempi più brevi per i pagamenti e per i rimborsi di cui beneficiano gli autotrasportatori: la carbon tax in primis, lo sconto di 21 centesimi sulle accise applicato ai mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate e di categoria euro 5 o superiore.

La stangata sulle imprese

Secondo la Cgia dall’inizio del conflitto gli aumenti al distributore, il 18,5% in più per il gasolio, hanno prodotto extra costi pari a 2,1 miliardi in più in tre mesi. A livello regionale, dice l’associazione degli artigiani, i rincari più importanti hanno riguardato la Lombardia con 257,9 milioni di euro, la Campania con 251,6 e la Sicilia con 232,2.

La situazione in Calabria

La Calabria ha pagato quasi cento milioni in più. È una delle regioni dove gli effetti della crisi energetica si sono fatti sentire maggiormente. In questo difficile momento, i pagamenti immediati alla pompa e gli incassi delle fatture, che secondo l’associazione degli artigiani differiscono fino a 120 giorni, stanno avendo ulteriori gravi ripercussioni sulla stabilità economica delle imprese.

I costi in più

Gli autotrasportatori calabresi, nel dettaglio, hanno pagato 99,6 milioni in più in tre mesi. Un salasso per le 2.253 aziende del comparto che assicurano la distribuzione delle merci, il trasporto turistico e il trasporto pubblico locale.

Il parco mezzi

Per numero di mezzi pesanti con massa superiore alle 3,5 tonnellate la Calabria è tra le prime nove regioni italiane con 35mila e 339 veicoli registrati. Dal 2015 ad oggi la crisi si è portata via il 12,8% delle aziende esistenti. Un dato nettamente migliore rispetto al resto del Paese dove la media è del 22,2% con picchi superiori al 30% nel Lazio, nelle Marche e in Friuli-Venezia Giulia.

La situazione nelle province

La provincia con il maggior numero di imprese di autotrasporto è Reggio Calabria con 990. Seguono Cosenza con 473, Catanzaro con 334, Crotone con 301. Chiude Vibo Valentia con 155. Le province con il maggior numero di mezzi pesanti, circa i due terzi del totale, sono Cosenza e Reggio Calabria. Le province con la maggiori diminuzione di numero di aziende negli ultimi anni sono Catanzaro (-21%) e Cosenza (-20,4%).