Terzo Megalotto statale 106, il ministro De Micheli in Calabria per l’avvio dei lavori

VIDEO-INTERVISTE | Tante le cariche istituzionali presenti alla posa della prima pietra per i lavori nel tratto Roseto-Sibari. La governatrice Santelli: «Il cantiere riparte dopo 20 anni. La giornata storica sarà quella dell'inaugurazione»

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di Redazione
19 maggio 2020
12:01

Il più grande cantiere d'Italia: 38 chilometri di infrastrutture viarie, un valore di 800 milioni di euro, su un investimento complessivo di 1,3 miliardi di euro, 1.500 posti di lavoro assicurati.

Numeri imponenti che rendono l’idea dell'importanza strategica di un'opera che – ha spiegato l'ad di Anas Massimo Simonini – «collegherà otto comuni, tra Sibari e Roseto Capo Spulico, e di fatto tre regioni, ovvero Calabria, Basilicata e Puglia».

Il terzo megalotto, inaugurato stamani a Francavilla Marittima (Cosenza), sarà anche la cerniera tra l'A2 del Mediterraneo e la 106, quindi la fascia Jonica. «Abbiamo atteso vent'anni – ha esordito la governatrice Jole Santelli – Se non ora quando… È questo il momento di dare una svolta alla Calabria e al mezzogiorno d'Italia».

La governatrice ha espresso parole affettuose, che vanno oltre la fisiologica cordialità istituzionale verso la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli e il suo vice Giancarlo Cancelleri, con ciò archiviando le tensioni tra Regione e Governo nei giorni di transizione tra fase 1 e fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Il terzo megalotto

Il Megalotto 3 della Statale jonica - specifica una nota stampa - prevede la realizzazione in nuova sede della tratta della SS-106, che dall’innesto con la SS-534 (Km 365+150), nell’area di Sibari, arriva a Roseto Capo Spulico (Km 400+000), in Calabria. La durata dei lavori prevista è di circa sette anni.

L’opera si svilupperà per 38 chilometri e correrà a circa un chilometro dal tracciato storico, andando a collegare i litorali ionici della Calabria, della Basilicata e della Puglia, e a costituire anche una cerniera tra il sistema trasportistico dell’Autostrada A3 e la Puglia.

La strada si snoderà attraverso un primo tratto di 18 chilometri pianeggianti, e seguirà poi per altri 18 chilometri di terrazzi marini e altopiani intervallati da fiumare. Con 11 gallerie e 14 viadotti, con pile alte fino a 100 metri in un territorio complesso dal punto morfologico, il piano implica una grande competenza costruttiva. In più il progetto - si legge nel comunicato - assume un profondo valore per il territorio in cui si innesta grazie anche alle opere di riqualificazione paesaggistica del Parco Archeologico di Sibari, per cui sono stati individuati dei punti di osservazione e sono state ripristinate le prospettive delle fondazioni delle antiche costruzioni.

Santelli: «Riparte il cantiere dopo 20 anni»

Si tratta di una giornata simbolica come ha voluto evidenziare la governatrice Santelli: «Oggi – ha affermato – è un giorno particolare: parte un cantiere dopo 20 anni proprio in coincidenza con la cosiddetta ripartenza dell'Italia. Speriamo che abbia un significato di buon auspicio».

«Mi auguro che nel prossimo decreto semplificazione ci sia tutto ciò che comporta una facilità di approccio alla questione dei lavori pubblici - ha detto Santelli - perché in questo momento abbiamo la necessità di un'iniezione di fiducia nel Paese. Per quanto riguarda questo territorio, il problema dei trasporti è delicatissimo essendo uno dei più importanti per l'economia della regione. Oggi chiederò al ministro sburocratizzazione e semplificazione - ha ribadito - perché abbiamo bisogno di far partire la macchina dello Stato, gli investimenti pubblici, non possiamo permetterci più il lusso di commettere gli errori che già abbiamo fatto, abbiamo preso delle strade tortuose che hanno bloccato l'Italia: se non ora, quando?».

 

E ancora: «Tutte le Regioni italiane capiscono che oggi uno dei volani fondamentali è quello dell'investimento pubblico - ha evidenziato la governatrice- e per far sì che i soldi si traducano in infrastrutture e lavoro, è necessario rivedere delle norme che più che prevenire, sembra che abbiano creato una gabbia di costrizione intorno al nostro Paese. Per me la giornata davvero storica sarà quella dell'inaugurazione».

Il ministro De Micheli: «Opera strategica»

A prendere la parola anche il ministro De Micheli: «Avremmo voluto essere qui a marzo, per aprire questo cantiere, ma l'Italia era in ginocchio. Questa è un'opera strategica a cui l'Italia tiene - ha rimarcato il ministro - e vi porto il saluto del presidente del Consiglio, che ho sentito in macchina, venendo qui. Questo di oggi è un segnale di concretezza - ha detto ancora il titolare del dicastero Infrastrutture - e sono convinta che il futuro non sia un destino già scritto, ma il destino della Calabria non è già scritto: dipende da voi, ma io sono qui per dirvi che dipende da noi».

 

«È un giorno importante per la Calabria e il Sud – ha detto ancora De Micheli -, è il giorno in cui diamo dimostrazione che se ci sono impegno e volontà tutto si può fare». La ministra ha anche annunciato una accelerazione sull'alta velocità Reggio-Salerno e nuovi treni veloci sulla tratta Reggio-Torino. Ha annunciato anche, entro lunedì, l'ufficializzazione del nuovo presidente dell'Authority portuale di Gioia Tauro, dopo ben sei anni di commissariamento.

Cancelleri: «Segnale di grande importanza»


«Quella di oggi è una giornata storica per la Calabria e l'Italia, la Statale 106 Jonica è un’opera fondamentale che collegherà la dorsale tirrenica con quella jonica-adriatica» le prime parole del viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Giancarlo Cancelleri dal campo base del cantiere.


È l’opera più importante nel 2020 per Anas con un investimento complessivo di 1,3 miliardi, l’infrastruttura verrà realizzata dal gruppo “Webuild” nell’ambito del “Progetto Italia” e vedrà impegnati a pieno regime 1.500 lavoratori nel più grande cantiere viario del nostro paese.

«L’impegno, già dell’allora ministro Danilo Toninelli, è stato mantenuto – ha commentato Cancelleri - posso dirlo con grande soddisfazione. In un momento difficile come questo, è una notizia di speranza per il rilancio nel nostro paese. Un segnale di enorme importanza, soprattutto in questo momento di difficoltà: l’Italia si mostra forte e pronta a ripartire. Il mio impegno, e quello del Ministero per sbloccare e velocizzare le opere in tutto il territorio nazionale da Nord a Sud ferme a causa della burocrazia, è massimo, per dare a questo paese infrastrutture moderne e adeguate».

 

Le parole dell’ad Salini

«Gli investimenti per il futuro del nostro Paese ripartono oggi e da qui, dal Sud Italia. E questo è il momento dei fatti, per creare lavoro e crescita grazie alle grandi infrastrutture che trasformano il volto dell’Italia e la portano nel futuro. Il tema oggi non è tanto programmare nuove infrastrutture, con il rischio di attendere anni prima di poter posare la prima pietra, ma pianificarle e realizzarle in tempi rapidi, semplificando i processi e garantendo liquidità alle imprese», ha dichiarato l’amministratore delegato Webuild Pietro Salini.

 

«Tante opere sono già pronte sulla carta e le risorse economiche ci sono per farle partire subito, dagli ospedali, alla manutenzione delle strade, dalle nuove metropolitane alle nuove ferrovie. Quello che ci attende dopo l’emergenza Covid-19 è una rivoluzione anche di pensiero, oltre che economica, che va affrontata tutti insieme», ha aggiunto Salini secondo il quale «in Italia investiamo meno del 2% della spesa pubblica sulle infrastrutture, una scelta che ci fa perdere il treno della modernità, della mobilità, della multi-modalità, fondamentale per crescere e per spingere avanti un piano di sviluppo sostenibile. Dall’alta velocità alle reti stradali alle linee metropolitane, l’Italia ha bisogno di modernizzarsi. L’emergenza è diventata un alibi per questo Paese. Pensiamo a Genova, dove stiamo realizzando il nuovo Ponte in tempi record perché tutti remiamo nella stessa direzione, non perché sia stato applicato un processo straordinario. Solo con questo spirito compiremo un balzo nel futuro. E Webuild è pronta a farlo. Quella di oggi - ha concluso - è una prima pietra anche per la nostra nuova Società, perché su questa strada parte un cantiere in cui Webuild lavora come un unico gruppo più grande e più forte».

Simonini: «L'Anas non si ferma»

Infine le dichiarazioni di Massimo Simonini, amministratore delegato di Anas: «Il megalotto 3 della Jonica è veramente l'Italia che riparte, è un segnale importante del Sud che riparte, e vorrei sottolineare che Anas non si è mai fermata. Il 2020 sarà un anno di sfide importanti, complesso e difficile - ha aggiunto Simonini - in cui dobbiamo prendere decisioni importanti e attendiamo provvedimenti importanti per il rilancio anche di Anas».

«Continueramo a lavorare anche per il tratto tra Catanzaro e Crotone: abbiamo presentato 5 diverse alternative - ha concluso- e inoltre stiamo lavorando alla variante di Palizzi».

Interviste all'assessore Gallo e a Iacucci

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