Volano i costi aggiuntivi e cresce la spesa per le vacanze. Nella nostra regione si pagano in media 4 euro in più a pernottamento rispetto al 2025
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Nei soli mesi di luglio e agosto del 2026, i flussi turistici in Italia genereranno una spesa complessiva stimata in 20,4 miliardi di euro. Di questo importo complessivo, ben 541 milioni di euro sono interamente riconducibili ai rincari dei listini rispetto alla stagione precedente. A parità di vacanza e di servizi fruiti, i turisti si trovano infatti a sostenere un costo aggiuntivo medio di 2,86 euro per ogni pernottamento e di 12,50 euro per l'intero soggiorno. Questa dinamica ha generato un aggravio di spesa pari a 244,5 milioni nel solo mese di luglio, salito a 296,3 milioni nel mese di agosto. E la Calabria, con 4,17 euro in più a pernottamento, è sul podio dei rincari. Lo dice il rapporto Demoskopika sulla spesa turistica in Italia.
Il rallentamento dell'inflazione turistica e l'effetto cumulativo
I dati, contenuti in un rapporto dell'Istituto Demoskopika pubblicato in anteprima dall'Ansa, mostrano un quadro complesso per quanto riguarda la dinamica dei prezzi. L'indice nazionale dei prezzi al consumo turistico per l'intera collettività (Nict), calcolato su base di dati Istat, ha registrato a luglio 2026 un incremento del 2,6% su base annua.
Questo dato rappresenta la crescita più contenuta dell'ultimo triennio e si colloca al di sotto del valore dell'indice generale dei prezzi al consumo (Nic), che si attesta al 2,9%. L’istituto di ricerca evidenzia tuttavia che si tratta di una decelerazione della velocità dell'aumento e non di un calo effettivo dei prezzi. Nel mese di luglio 2026, infatti, i listini turistici rimangono superiori del 2,6% rispetto a luglio 2025, sommandosi e cumulandosi agli incrementi già registrati negli anni passati.
Voli nazionali e alloggi in rialzo, calano le tariffe internazionali
All'interno del paniere turistico si osservano andamenti opposti tra i diversi servizi analizzati. A registrare i rincari più marcati sono i trasporti aerei nazionali, che segnano un aumento del 6,2%, e i servizi di alloggio, in crescita del 4,0%.
Al contrario, si muovono in flessione altre componenti del viaggio, come il calo del 7,6% delle tariffe del trasporto aereo internazionale.
Si rileva inoltre una contrazione dei prezzi per i pacchetti vacanza nazionali, che segnano un -5,2% rispetto all'anno precedente.
La mappa geografica della spesa: Liguria in testa
La spesa aggiuntiva per ogni pernottamento varia notevolmente a seconda della regione. La Liguria si posiziona in cima alla classifica dei rincari, con un costo extra medio di 4,58 euro per pernottamento. Seguono a breve distanza altre due mete ad alta vocazione turistica come la Calabria (4,17 euro) e la Puglia (4,05 euro). Sul versante opposto, gli incrementi più contenuti si registrano in Valle d'Aosta e Piemonte, dove la maggiore spesa si ferma a 1,61 euro per ogni notte di soggiorno.
Il ministero del Turismo legge positivamente i dati sul fronte di arrivi e pernottamenti.
«I dati elaborati da Demoskopika confermano l’ottimo andamento del turismo italiano nell’estate 2026. La spesa turistica cresce del 7,5% trainata dai volumi di 43,3 milioni di arrivi e 188,8 milioni di pernottamenti». Per il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi i risultati sono più che positivi e sono frutto «delle misure messe in campo dal Governo sulla trasparenza dei prezzi, la qualità dell'offerta, la destagionalizzazione e il contrasto alle pratiche speculative».

