Graciela Mabel de Los Santis, ex massaggiatrice nel ranch Gin Tonic di Cipriani, è pronta a riferire agli inquirenti. Il nodo è la grazia concessa da Mattarella sulla base del presunto cambiamento di vita di Minetti
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Il caso Nicole Minetti torna a ingrossarsi attorno alla villa uruguaiana di Giuseppe Cipriani e a una testimone che la Procura generale di Milano vuole ascoltare. Si chiama Graciela Mabel de Los Santis, avrebbe lavorato per vent’anni come massaggiatrice nel ranch Gin Tonic e sostiene di essere pronta a raccontare ciò che avrebbe visto, ma solo se sottoposta a protezione.
La donna è al centro delle nuove verifiche dopo le rivelazioni pubblicate dal Fatto Quotidiano sui presunti “party con escort” nella proprietà di Cipriani in Uruguay. Dichiarazioni pesantissime, tutte da verificare, che toccano direttamente il nodo più delicato: il presunto cambio di vita di Nicole Minetti, elemento che avrebbe contribuito alla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La testimone cercata dalla Procura generale di Milano
La Procura generale di Milano aveva già incaricato i carabinieri di identificare la donna. Gli investigatori sarebbero riusciti a individuarla, ma non ancora a rintracciarla perché, secondo quanto riferito, sarebbe “gestita da un giornalista con cui bisogna prendere contatto”.
Il passaggio successivo sarà capire se la testimone sia disponibile a venire in Italia per essere interrogata oppure se possa essere ascoltata in Uruguay attraverso l’Interpol. Al momento non si può procedere con una rogatoria, perché in Uruguay non risulta aperto alcun procedimento penale sulla vicenda.
Le accuse sui festini nel ranch Gin Tonic
Secondo il racconto attribuito a Graciela Mabel de Los Santis, nel ranch Gin Tonic sarebbero passati politici, imprenditori, ragazze anche molto giovani, alcol e droga. La donna sostiene di aver lasciato il lavoro dopo un accordo transattivo, dopo essere stata sostituita e dopo aver ricevuto richieste sessuali pesanti da Cipriani, in presenza della stessa Minetti.
L’ex dipendente descrive Nicole Minetti come parte centrale di un presunto “sistema” con una rotazione continua di ragazze provenienti da Brasile, Argentina, Italia e Uruguay, destinate a ospiti importanti. Secondo il suo racconto, sarebbe stata proprio l’ex consigliera regionale lombarda a selezionare alcune ragazze.
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