L’ex consigliera rompe il silenzio con una nota durissima, ma resta il giallo sulla sua posizione tra Italia e estero
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Nicole Minetti torna a parlare, ma il punto è proprio questo: da dove? La sua voce riemerge con toni netti, decisi, quasi di sfida, ma la sua posizione geografica resta incerta. Italia, Ibiza, New York o Uruguay: nessuna conferma ufficiale, solo ipotesi che si rincorrono mentre il caso della grazia concessa dal presidente Sergio Mattarella continua a riempire le cronache.
L’ex consigliera regionale lombarda, condannata a 3 anni e 11 mesi nell’ambito del caso Ruby, rompe il silenzio con una nota in cui attacca frontalmente le ricostruzioni emerse negli ultimi giorni. Parla di “ricostruzioni false e lesive della mia reputazione” e respinge punto su punto i dubbi che stanno alimentando una vicenda tornata improvvisamente al centro del dibattito pubblico.
Nicole Minetti e la grazia
La grazia era stata concessa per motivi umanitari, legati all’adozione di un minore con gravi problemi di salute e alla necessità di garantirgli assistenza continua. Un quadro che aveva portato a un parere positivo e alla firma del provvedimento. Ma oggi proprio quei presupposti vengono messi in discussione.
Le verifiche avviate dalla Procura generale puntano a capire se gli elementi utilizzati per sostenere la richiesta di clemenza fossero completi e veritieri. Non si tratta di un dettaglio formale: da questo passaggio dipende la tenuta stessa del provvedimento, in un contesto in cui si discute anche della possibilità, giuridicamente complessa, di una revoca o di un eventuale annullamento.
Minetti, però, non arretra. La sua posizione è chiara: nessuna irregolarità, nessuna omissione, nessuna falsità. E la sua risposta arriva con un linguaggio che non lascia spazio a interpretazioni.
Adozione e percorso del figlio: la replica dell’ex consigliera
Uno dei nodi principali riguarda il percorso di adozione del bambino. Su questo punto Minetti interviene in modo diretto, smentendo le ipotesi circolate. “Non ho mai conosciuto i genitori biologici di mio figlio e smentisco categoricamente di avere intrapreso contenziosi”, afferma. “L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo”.
Parole che mirano a chiudere uno dei fronti più delicati della vicenda, ma che arrivano in un momento in cui ogni dettaglio viene analizzato e verificato. L’adozione, infatti, rappresenta uno degli elementi centrali su cui si fonda la concessione della grazia.
Il nodo delle cure mediche e le versioni contrastanti
Altro punto cruciale riguarda le cure mediche del bambino. Secondo alcune ricostruzioni, il minore sarebbe stato seguito in Italia, tra strutture di Milano e Padova, prima di essere trasferito all’estero per ulteriori trattamenti. Ma su questo passaggio emergono versioni diverse, che alimentano ulteriori interrogativi. Continua a leggere su La Capitale.


