È morto all’età di 87 anni Paolo Cirino Pomicino, figura storica della Democrazia Cristiana e protagonista della vita politica italiana tra gli anni Ottanta e Novanta. L’ex parlamentare e più volte ministro nei governi guidati da Giulio Andreotti si è spento nel pomeriggio, era ricoverato da alcuni giorni.

Economista di formazione, Pomicino è stato uno degli esponenti più influenti della Democrazia Cristiana, contribuendo in maniera significativa alle dinamiche interne del partito e alla gestione delle politiche economiche del Paese in una fase complessa e cruciale della storia repubblicana. Il suo nome è legato in particolare all’esperienza di governo negli anni della Prima Repubblica, durante i quali ha ricoperto incarichi di primo piano, tra cui quello di ministro del Bilancio e della Programmazione economica.

Politico abile e spesso divisivo, Pomicino è stato anche uno dei protagonisti della stagione di Tangentopoli, che segnò profondamente il sistema politico italiano e portò al tramonto della Prima Repubblica. Coinvolto nelle inchieste giudiziarie di quegli anni, ha sempre rivendicato il proprio ruolo politico, continuando negli anni successivi a partecipare al dibattito pubblico con interventi, analisi e prese di posizione.

Nonostante le vicende giudiziarie e il mutato contesto politico, Pomicino è rimasto una figura riconoscibile e spesso ascoltata, capace di offrire uno sguardo interno su una stagione politica che ha segnato profondamente l’Italia. Negli ultimi anni era intervenuto più volte su temi economici e istituzionali, mantenendo un ruolo da osservatore attento e talvolta critico delle dinamiche contemporanee.

Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi protagonisti di un’epoca ormai lontana, ma ancora centrale per comprendere le radici dell’attuale sistema politico italiano. La notizia della sua morte ha suscitato reazioni nel mondo politico e istituzionale, dove in molti ne ricordano il peso e l’influenza esercitati nel corso della sua lunga carriera.