Alle 9:41 di stamattina, giorno dell'Epifania, il Santo Padre sbarra la porta di Piazza San Pietro. Durante la liturgia: «È bello essere pellegrini di speranza in un tempo in cui bisogna amare e ricercare la pace»
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E' trascorso un anno dalla sera del 24 dicembre 2024 quando il Santo Padre, allora Papa Francesco, diede il via ufficiale al Giubileo 2025 con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma. Un anno in cui centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo hanno varcato la sua soglia, gesto che racchiude un grande significato religioso e spirituale. Durante l'attraversamento della soglia Santa, i fedeli hanno ricordato così il testo del capitolo 10 del vangelo secondo Giovanni: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo».
Questo Giubileo è stato senza ombra di dubbio il più memorabile, se non il più social e, utilizzando un termine da Gen-Z, il più "instagrammato". Per la prima volta in un anno giubilare, abbiamo assistito alla perdita e alla rielezione di un Papa, infatti oggi alla guida della Chiesa di Roma c'è Papa Leone XIV, successore di Papa Francesco, deceduto il 21 aprile 2025 in pieno anno Santo.
Alle 09:41 di questa mattina 6 gennaio 2026, giorno dell'Epifania, è Papa Leone XIV a chiudere ufficialmente le celebrazioni del Giubileo dedicato alla Speranza. Durante la liturgia di chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, Papa Leone ha recitato la preghiera di ringraziamento per l'Anno Santo: «Si chiude questa porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza». Il Santo Padre si è poi incamminato e inginocchiato davanti alla Porta Santa e ha chiuso i due grandi battenti di bronzo.
«Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate! Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure sempre pronte a trasformarsi in aggressioni». Lo ha detto il Papa nell'omelia ricordando i «tanti conflitti con cui gli uomini possono resistere e persino colpire il Nuovo che Dio ha in serbo per tutti. Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino».
Il Papa mette in guardia dai “deliri di onnipotenza” e invita a trasformare l'umanità resistendo alle “lusinghe dei potenti”. «Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l'Epifania della gratuità. Non ci attende nelle 'location' prestigiose, ma nelle realtà umili». «Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle».
Continua Papa Leone XIV: «E' bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme! La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell'aurora». Il Papa nell'omelia confida in una «umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne».
La muratura vera e propria della porta avverrà successivamente, in forma privata, tra circa dieci giorni, con un rito diretto dall'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche.

