Il 28 settembre scade il termine per gli accertamenti: Dna, impronta 33, alibi, telefonate, intercettazioni e consulenza psichiatrica. La Procura dovrà decidere come procedere
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A poco più di tre settimane dal termine entro il quale la Procura di Pavia dovrà decidere il destino giudiziario di Andrea Sempio, il nuovo caso Garlasco entra nella sua fase decisiva. Dopo mesi di consulenze, sequestri, interrogatori, intercettazioni recuperate dal passato e nuovi accertamenti scientifici, gli inquirenti dovranno stabilire se il materiale raccolto sia sufficiente per chiedere che l’amico di Marco Poggi affronti un processo per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007.
Sempio è indagato e resta innocente fino a un’eventuale condanna definitiva. Ma il dossier costruito dalla Procura è ormai molto più ampio rispetto alla sola traccia genetica che aveva riaperto il caso. Sono almeno 21 gli elementi, di natura e peso molto differenti, finiti nel mosaico investigativo. Presi singolarmente possono avere spiegazioni alternative. La scommessa dell’accusa è dimostrare che, osservati insieme, raccontino una storia coerente.
Dna e impronta 33, il cuore scientifico dell’inchiesta
Il punto di partenza rimane il Dna maschile recuperato sulle unghie di Chiara Poggi, ritenuto compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio e incompatibile con Alberto Stasi e con i Poggi. La questione decisiva è stabilire origine, qualità e significato della traccia e soprattutto se possa essere collegata all’aggressione.
Accanto al Dna c’è la ormai celebre impronta 33, rilevata sulla parete della scala che conduce alla cantina. Continua a leggere su LaCapitalenews.it

