Il ministro azzera una parte pesante del suo staff: fuori la segretaria personale Elena Proietti e Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica e considerato vicino all’area Fazzolari. Sullo sfondo il caso dei fondi negati al documentario su Regeni
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Terremoto al ministero della Cultura. Alessandro Giuli ha deciso di azzerare una parte pesante del suo staff, silurando due figure chiave del Collegio romano: la segretaria personale Elena Proietti e il capo della segreteria tecnica Emanuele Merlino. Una mossa drastica, maturata in un clima ormai avvelenato, dopo settimane di tensioni interne, sospetti incrociati e soprattutto dopo il caso del documentario su Giulio Regeni, diventato l’ultima mina esplosa sotto la poltrona del ministro.
Dal Ministero filtra soltanto un laconico “no comment”. Nessuna spiegazione ufficiale, nessuna ricostruzione pubblica. Ma il segnale politico è chiarissimo: Giuli ha deciso di cambiare assetto, tagliando i ponti con una parte dello staff che fino a ieri rappresentava anche un canale sensibile nei rapporti tra il Mic e Palazzo Chigi.
Il siluramento di Merlino e il caso Regeni
Il caso più delicato è quello di Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica e considerato negli ambienti ministeriali una sorta di ufficiale di collegamento con Palazzo Chigi, oltre che vicino all’area del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Il rapporto di fiducia con Giuli si sarebbe deteriorato fino al punto di rottura.
L’ultima goccia sarebbe stata proprio la vicenda dei fondi negati al documentario su Giulio Regeni.
A Merlino verrebbe imputato di aver avuto informazioni sulla questione prima che esplodesse sui giornali, senza condividerle tempestivamente con il ministro. Una falla politica e comunicativa che Giuli avrebbe vissuto come uno sgarbo gravissimo, tanto da ripetere nei giorni scorsi, a proposito della vicenda: «Hanno prevalso l’opacità o l’imperizia: mai più».
Nel clima già teso del Ministero, a pesare sarebbe anche la vicinanza di Merlino a Carlo Prosperi, braccio destro del presidente della commissione Cultura Federico Mollicone. E proprio i rapporti complicati tra Mollicone, Giuli e la sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni avrebbero alimentato ulteriormente il sospetto.
Proietti nega la revoca: «Non mi risulta nulla»
Diverso, ma altrettanto rumoroso, il caso di Elena Proietti. La segretaria personale del ministro, ex assessora di Fratelli d’Italia a Terni, sarebbe stata revocata con un decreto già firmato sabato. Lei però nega tutto: «Non mi risulta nessun decreto di revoca, ho sentito il ministro ieri ed era tranquillo, non mi ha detto niente».
Alla funzionaria verrebbero contestate alcune condotte giudicate poco professionali. L’ultimo episodio riguarda una trasferta di Giuli a New York alla quale Proietti non avrebbe partecipato senza avvisare né il ministro né lo staff. Lei respinge la lettura: «Non sono partita per gli Stati Uniti perché sono stata ricoverata in ospedale, ho avuto una colica renale. Non mi pare che possa essere una colpa».
Il risultato, però, non cambia. La frattura appare ormai consumata e la decisione del ministro era nota dentro Fratelli d’Italia già da alcuni giorni.
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