L’Italia è pronta a partecipare con quattro navi a una missione nello Stretto di Hormuz, dove passa il 20% del petrolio mondiale. L’area resta bloccata dallo scontro tra Stati Uniti e Iran: Washington mantiene il blocco navale, mentre Teheran da settimane ferma le petroliere. I negoziati restano in stallo e la tensione continua a salire.

Secondo il Pentagono, potrebbero servire fino a 6 mesi per sminare il braccio di mare. L'Italia, quando saranno state create le condizioni per agire, è pronta a fare la propria parte. «Noi abbiamo otto cacciamine adesso disponibili, sono alla base di La Spezia nella quinta divisione navale. La pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un'unità di scorta e con un'unità logistica che ci permette di aumentare il periodo e in tutto sarebbero 4 navi: due operative, una logistica e una di scorta», dice il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, a 'Cinque Minuti', condotto da Bruno Vespa e in onda su Rai1. «E ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale. Anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine - aggiunge Bergotto -. Oltre noi hanno cacciamine in Europa anche Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio. E dall'ordine, impiegheranno circa quattro settimane per arrivare. Perché i cacciamine hanno una velocità ridotta e hanno necessità di qualche sosta logistica».